Cannes, con ‘Grace di Monaco’ si apre un festival di storie vere

(KIKA) - CANNES - Grace di Monaco sarà la pellicola d’apertura della 67esima edizione del Festival di Cannes.Il film, in cui a vestire di panni della celebre principessa sarà Nicole Kidman, mentre il principe Ranieri III avrà il volto di Tim Roth, verrà proiettato fuori concorso il quattordici maggio, in anteprima mondiale. La pellicola racconta il tentativo di Grace Kelly di sedare i conflitti tra il consorte e il presidente francese Charles De Gaulle, a causa dello status di paradiso fiscale del Principato. Forti le critiche ricevute dal regista Oliver Dahan dai figli della coppia Alberto, Carolina e Stephanie di Monaco: “Non è una pellicola biografica ma una pagina riscritta e inutilmente glamour, che contiene gravi inesattezze storiche e una serie di scene di pura finzione”.

Nicole Kidman che interpreta Grace Kelly! Apertura piu’ glamorous per il 67mo Festival di Cannes non si poteva immaginare, in un prevedibile tripudio di flash, memorie e star sul red carpet del Palais, che non lascera’ scampo all’autocelebrazione della Croisette. Giochi da festival, che Cannes conduce con ineguagliabile maestria, riuscendo al contempo a calibrare il tiro sulla ricerca di un cinema d’autore che accontenti i cinefili. Ma intanto l’ouverture e’ tutta per Nicole Kidman, che domani sera sfilera’ sotto i flash dei paparazzi, seguita dall’invisibile fantasma di Grace Kelly, star hollywoodiana che proprio qui sulla Croisette conobbe il suo destino di principessa, quando nel 1955, a Cannes per accompagnare il film "La ragazza di campagna" di George Seaton, incontro’ Ranieri di Monaco. Ed e’ proprio il destino che Olivier Dahan ha chiesto di interpretare a Nicole Kidman in "Grace de Monaco", in uno straordinario duello di fascino femminile che non manchera’ di lasciare il segno: la grazia della bionda star hollywoodiana per una storia di bellezza, carattere, amore e determinazione sulla quale il pubblico e’ gia’ pronto a sognare e discutere.

Ma Cannes non e’ festival da concentrare i suoi giochi sulla sola apertura: il programma di questa 67ma edizione marcia a regime sul percorso delle attese piu’ ampie, pronto come sempre a soddisfare le ragioni del cinema d’arte e quelle del pubblico. I riflettori si accenderanno ogni sera sulla "monte’e des marches" per accompagnare divi e autori con pari attenzione e affetto, come sempre: la grandezza del Festival sta tutta in questo me’lange incredibile, che ci porta ogni anno in avanti sulla strada del Cinema. E allora gia’ ci si chiede se lo scorbutico e incommensurabile Jean-Luc Godard, alla sua sesta volta in concorso a Cannes, si degnera’ di percorrere davvero il red carped del Palais per accompagnare in sala il suo nuovo film, "Adieu au langage", un dramma coniugale sulla comunicazione che il maestro della Nouvelle Vague ha girato in 3D. Oppure se la neostar d’autore Robert Pattinson fara’ piu’ colpo fuori concorso, accanto a Guy Pearce, come protagonista di "The Rover", thriller dell’australiano David Michôd, o in concorso, accanto a Mia Wasikowska, come protagonista di "Maps to the Stars", il nuovo film di David Cronenberg, che dopo "Cosmopolis" gli ha affidato il ruolo di un autista di limousine aspirante attore di cui si innamora sa figlia di una dinastia hollywoodiana.

O ancora ci si puo’ chiedere quale premio potranno mai vincere quest’anno i fratelli Luc e Jean Pierre Dardenne, in concorso con il dramma sul mondo del lavoro "Deux jours, une nuit", loro che sulla Croisette hanno gia’ ritirato due Palme d’Oro, un Gran Premio della Giuria e un premio per la sceneggiatura… Il direttore del Festival, Thierry Fre’maux, del resto, e’ uno che gli equilibri sa giocarli con sapienza: sicche’, in quota cinema francese, per temperare l’arditezza di avere in concorso il film di Godard, non si e’ fatto sfuggire l’occasione di avere anche il nuovo film di Michel Hazanavicius, sua carta vincente tre anni fa con la rivelazione "The Artist", che quest’anno torna sempre con sua moglie Berenice Bejo, protagonista stavolta di "The Search", dramma ambientato in Cecenia, durante l’invasione russa del 2000. Sempre per la Francia, sfilera’ in concorso anche Juliette Binoche, protagonista del nuovo film di Olivier Assayas "Clouds of Sils Maria", storia di una attrice di successo che viene chiamata ad interpretare di nuovo il ruolo che in gioventu’ la aveva lanciata. Il ricercato giovane maestro d’Oltralpe Bertrand Bonello torna invece in Concorso con "Saint Laurent", ennesimo biopic, non autorizzato, dello stilista francese.

Del resto va detto che quest’anno il concorso di Cannes punta molto sulle storie vere: Ken Loach, per esempio, in "Jimmy’s Hall" racconta la storia di James Gralton , attivista irlandese in contrasto con la Chiesa cattolica, mentre l’altro inglese del concorso, Mike Leigh, in "Mr. Turner" racconta la vita del grande pittore J.M.W. Turner affidandosi alla prestazione del caratterista britannico Timothy Spall. Anche Steve Carrel giunge a Cannes interpretando un biopic: in "Foxcatcher" di Bennett Miller l’attore interpreta infatti, accanto a Marc Ruffalo e Channing Tatum, il discusso magnate della chimica John du Pont, colto al culmine delal vicvenda di cronaca nera che lo vide assassino dell’amico di suo fratello, olimpionico di lotta libera. Vera e’ anche la vicenda raccontata in "Timbuktu" dal mauritano Abderrahmane Sissako, nome di punta del cinema africano, che ricostruisce la tragedia di un ragazzo e una ragazza non sposati, lapidati dagli integralisti per la loro condotta di vita ritenuta immorale. Le star della migliore hollywood intanto continuano a calcare la Croisette anche in veste di regista: e’ quest’anno il caso di Tommy Lee Jones, che dopo "Le tre sepolture" torna a Cannes in Concorso con il suo secondo film, "The Homesman", un western crepuscolare, in cui lui stesso interpreta, accanto a Hillary Swank, la storia di un truffatore condannato all’impiccagione che viene salvato da una pioniera per scortare tre donne considerate malate. Rian Gosling, invece, porta nella sezione Un certain Regard (che di opere prime e’ quest’anno in gran parte composta) il suo film d’esordio: "Lost River", una fiaba dark con un cast all stars alle prese con una storia di citta’ desolate e passaggi segreti verso mondi subacquei…

Nel Certain Regard e’ presente anche uno dei tre film italiani di Cannes 67: "Incompresa", il terzo film da regista di Asia Argento, autentica star in Francia, che qui racconta la storia (si mormora neanche troppo vagamente autobiografica) di una bimba di nove anni alle prese con un padre e una madre in perenne disputa, che le scaricano addosso le loro ansie e i loro malumori. Nel cast del film anche Gianni Garko, Charlotte Gainsbourg (che interpretano i genitori) e Gianmarco Tognazzi. Nella Semaine de la Critique, la sezione riservata alle opere prime e seconde, ci sara’ poi il film d’esordio di Sebastiano Riso "Piu’ buio di mezzanotte", sorta di biopic dedicato alla storia di Davide Cordova, ovvero Fuxia, la drag queen dello storico lacale gay romano Muccassassina, nel cui cast trovano posto Micaela Ramazzotti, Pippo Delbono, Rosalinda Celentano, Monica Guerritore. Ma l’Italia sara’ rappresentata a Cannes al piu’ alto livello, ovvero nel Concorso, da "Le meraviglie", l’opera seconda di Alice Rohrwacher che racconta l’estate di quattro sorelle che, sotto la giuda della primogenita Gelsomina, si fanno carico dell’allevamento di api lasciato loro in eredita dal padre, convito che il mondo stia per finire.

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