Cannabis legale, stralciata la parte terapeutica

ASS.COSCIONI: “Un attacco all’inter-gruppo parlamentare e uno schiaffo a 60.000 cittadini. L’estate porti consiglio al PD in vista della nostra PDL, ancora da calendarizzare”

Le commissioni riunite Giustizia e Affari sociali di Montecitorio hanno adottato ieri il testo base sulla cannabis riguardante esclusivamente l’uso terapeutico, archiviando la parte sulla regolamentazione legale totale della pianta.

Ma ci sarà una seconda possibilità: il voto delle commissioni infatti segue di poco la decisione della Presidente della Camera Laura Boldrini di aver aggiunto ai testi in discussione anche una seconda proposta di legge più completa e dettagliata, che deve ancora essere calendarizzata. In questo caso si tratta di una PDL d’iniziativa popolare depositata da ALC e Radicali Italiani, per la legalizzazione della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.

“Auspichiamo che la pausa estiva porti consiglio al PD – hanno dichiarato Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni e Marco Perduca coordinatore di Legalizziamo.it -. Stralciare la parte ‘terapeutica’ di un disegno di legge per la regolamentazione legale di tutti gli usi della cannabis è un attacco al lavoro di mesi dell’inter-gruppo parlamentare, in maggioranza composto da deputati PD. Inoltre è uno schiaffo alla nostra iniziativa popolare sottoscritta da 60.000 cittadini! Tra l’altro le norme sui cui l’iter dovrebbe riprendere a settembre non aggiungono niente alle legislazione vigente in materia da 10 anni!”.

“Invitiamo sin d’ora tutti gli interessati” hanno concluso Gallo e Perduca “dentro e fuori il Parlamento, a una conferenza internazionale sulla ricerca scientifica sugli stupefacenti per fini medici che organizziamo a Torino il 29 settembre al Campus Einaudi durante il G7 della scienza a cui parteciperanno anche rappresentanti dell’ONU”.

APPROFONDIMENTO – LA PDL DI ASOCIAZIONE LUCA COSCIONI E RADICALI ITALIANI IN ATTESA DI CALENDARIZZAZIONE
La legge popolare Legalizziamo! è promossa dall’Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani con il sostegno di A Buon Diritto, Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, Antigone, La PianTiamo, Società della Ragione, Federazione dei Giovani Socialisti, vari gruppi di Giovani Democratici e circoli ARCI in ordine sparso, il Coordinamento Nazionale dei grow-shop, Canapa Info Point, ASCIA, Possibile a livello nazionale e decine di consiglieri comunali di Sinistra Italiana e anche del Movimento 5 Stelle, del Partito Democratico nonché di liste civiche e indipendenti.

Una proposta di legge per la regolamentazione della produzione, del consumo e del commercio della cannabis e suoi derivati appena passata alle Commissioni competenti e attualmente in attesa di calendarizzazione. Ecco cosa prevede

1. Auto-coltivazione libera fino a cinque piante, con comunicazione da sei a 10.
2. Possibilità di associazione in cannabis social club non a fini di lucro (fino a un massimo di 100 componenti che possono coltivare cinque piante femmine a testa).
3. Coltivazione e fini commerciali previa comunicazione dell’inizio della coltivazione, nome e varietà di cannabis utilizzate e quantità di seme per ettaro.
4. Sulle confezioni dei prodotti sarà specificato il livello di THC, la provenienza geografica e l’avvertimento che “un consumo non consapevole può danneggiare la salute”.
5. I rivenditori non potranno essere nelle immediate vicinanze delle scuole né sarà possibilepubblicizzare i prodotti.
6. Promozione ulteriore dell’accesso ai cannabinoidi medici ampliandolo chiaramente ai malati affetti da sintomatologie che rispondano favorevolmente ai preparati.
7. Il Controllo della produzione è affidato alla direzione generale sulle frodi agro-alimentari del Ministero delle politiche agricole e dal Comando carabinieri per la tutela della salute presso il Ministro della salute.
8. Relazione annuale al Parlamento.
9. Tassazione mutuata dal “Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative” del 1995.
10. Sanzioni amministrative fino a un massimo di 5000 euro per chi viola la nuova normativa.
11. Nuovi introiti destinati a: 10% per campagne informative, 15% per attività di previdenza sociale, 15% per attività di assistenza sociale, 20% per la riduzione delle imposte sul lavoro e impresa e per il finanziamento di incentivi all’occupazione, 30% per investimenti produttivi, il rimanente 10% per la riduzione del debito pubblico.
12. Vengono infine abolite tutte le sanzioni penali anche per l’uso personale di tutte le altre sostanze proibite e si introduce una norma volta alla scarcerazione di coloro che hanno subito una condanna relativa a condotte legalizzate con la proposta di legge.

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