Cannabis legale, sì o no? La parola agli eletti all’estero – di Flavia Paradiso

Il 31 maggio è stato presentato a Lisbona da Dimitri Avramopoulos – Commissario Europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza – l’European Drug Report relativo all’anno 2016. Dall’analisi compiuta risulta chiaro come nell’ultimo decennio il mercato delle droghe abbia conquistato notevole spazio anche all’interno del deep web. I prodotti a base di cannabis rappresentano la quota più ampia del mercato delle sostanze illecite, serve far luce sul tema. Stando ai dati pubblicati dall’EMCDDA, il consumo di hashish e marijuana è in progressiva ascesa. In Europa sono 16,6 milioni i giovani tra i 15 e i 34 anni ad aver dichiarato di aver fatto uso di cannabis negli ultimi 12 mesi. Cifre di certo non trascurabili che invitano ad una attenta riflessione.  

Probabilmente animato dall’intento di delineare nuovi margini di legalità che rispondano al tentativo di salvare il Paese dal rischio di apparir sordo al rituonare di dati dalle dimensioni così importanti, il senatore, nonché sottosegratario agli Esteri Benedetto Della Vedova, ha presentato un nuovo disegno di legge che vede come primo firmatario l’ex candidato alle Comunali capitoline, Roberto Giachetti.

Il testo – sottoscritto da 201 parlamentari di tutti gli schieramenti politici e di entrambe le Camere – verrà analizzato in aula il prossimo 25 Luglio.

ItaliaChiamaItalia ha voluto sentire la voce dei nostri deputati eletti all’estero per carpirne l’orientamento a fronte del dibattito sul tema calendarizzato alla prossima settimana. Ecco qui di seguito le loro dichiarazioni.

“Naturalmente valuteremo le tesi che ci verranno proposte. E’ necessario un ragionamento che tenga conto delle esigenze della nostra collettività. Al momento il mio orientamento è favorevole”- ha dichiarato l’On. Marco Fedi – “Chiaro che dal momento in cui lo Stato assume questo ruolo con la legalizzazione della cannabis si potrebbe incorrere nel rischio che venga richiesto di estendere questo provvedimento in futuro anche ad altre sostanze stupefacenti più pesanti che potrebbero mettere a rischio in maniera significativa la vita delle persone”.
 
Alla domanda se l’Italia sia pronta a questa apertura, l’On. Fedi ha ritenuto opportuno puntualizzare come spesso “il Bel Paese su questioni importanti si trovi in storico ritardo – basti pensare alle unioni civili -.  Su questo tema potremmo invece essere dei precursori. La cannabis è tra le sostanze psicotrope forse la meno pericolosa e dunque sarebbe auspicabile che ad una sua legalizzazione si aggiunga una efficace e duratura lotta alla criminalità organizzata e a tutti coloro che speculano e vivono grazie allo spaccio di queste sostanze”. Fedi in conclusione ha aggiunto: “L’Italia fa bene ad aprire la discussione ed affrontarla in questo momento. Potremmo dare un contributo importante e contrastare il narcotraffico e tutto ciò che di illegale ruota intorno alla cannabis”.

Di simili vedute anche l’On. Alessio Tacconi: “Personalmente – ha detto a Italiachiamaitalia.it – ritengo che l’uso della cannabis possa essere esteso, a patto che questo venga fatto sotto stretto controllo o comunque sotto una attenta vigilanza. Io sono per un graduale e controllato ampliamento dell’uso, sia per fini terapeutici sia per favorire il disinnesco di un meccanismo perverso che sembra affondare le sue radici nella trasgressione delle regole”.

Ancora da definire l’ampiezza del provvedimento che potrebbe subire nel corso dell’iter parlamentare variazioni anche sostanziali. Non trascurabili anche le possibili ripercussioni economiche connesse all’eventuale legalizzazione. “Personalmente credo che per questo argomento come per molti altri il legislatore debba superare le difficoltà contingenti – ha sottolineato Tacconi – ed essere lungimirante, andando ad ascoltare quelle che sono le sensazioni della popolazione. Credo sia arrivato il momento per discuterne, per avere la possibilità di arrivare ad una soluzione che possa essere condivisa dalla maggioranza”.

Diversa la posizione dell’On. Laura Garavini, favorevole alla legalizzazione ma ai soli fini terapeutici. “Ritengo che spingersi verso una generale legalizzazione rischierebbe di avere effetti controproducenti in base anche a quanto sostenuto da una serie di studi specialistici che si occupano di problemi legati alla diffusione delle tossicodipendenze soprattutto nei giovani. Avremo modo durante l’iter parlamentare di rivedere il testo per arrivare ad un’accurata conclusione che incida sul voto finale”, ha poi ribadito la deputata.

ItaliaChiamaItalia avrebbe voluto chiedere l’opinione di altri deputati eletti all’estero, appartenenti ai diversi schieramenti politici, ma in un caldo e stanco venerdì di luglio inoltrato Fedi, Tacconi e Garavini, tutti del Partito Democratico, sono quelli che ci hanno risposto.

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