Cancellieri, nessun militare in più. Allarme Tav, poi precisa

Non ci saranno militari in piu’ da destinare alla nuova emergenza terrorismo. Ci sara’ invece una ‘razionalizzazione’ dei circa 4mila che gia’ concorrono all’ordine pubblico nell’operazione ‘Strade sicure’. A questo, come alla revisione delle scorte e degli obiettivi sensibili sul territorio, stanno lavorando in queste ore le singole prefetture in vista della riunione del Consiglio nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica di giovedi’ prossimo che varera’ il piano di contrasto al rischio eversione.

‘Abbiamo le idee chiarissime – ha assicurato il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri – ma il piano verrà deciso nel Comitato nazionale di giovedi’, quindi qualsiasi anticipazione non solo non sarebbe seria ma non sarebbe nemmeno supportata dalle analisi che stiamo facendo sul territorio’. Ad Alessandria per una tavola rotonda, ha poi creato allarme una frase del ministro, in un primo tempo associata al terrorismo: ‘la Tav e’ la madre di tutte le preoccupazioni’. Dopo alcune ore e le critiche dei No Tav (che hanno lamentato la ‘criminalizzazione’ del movimento) il Viminale ha precisato che quelle parole non erano legate ‘in alcun modo’ al rischio terrorismo, ‘ma alle preoccupazioni relative alle opere da realizzare per l’alta velocità Torino-Lione, alle esigenze delle comunità locali e ai problemi di ordine pubblico’.

I militari, dunque. Cancellieri ha spiegato che non ne sara’ incrementato il numero. ‘A meno che non dovessero succedere fatti particolari come quelli che abbiamo visto – ha osservato – pensiamo di utilizzare gli uomini che abbiamo con una razionalizzazione o un diverso utilizzo’. Attualmente 4.250 uomini di Esercito, Marina ed Aeronautica vengono impiegati in diverse citta’, in concorso con le forze dell’ordine, per la vigilanza ai Centri immigrati, obiettivi sensibili, pattugliamento urbano. Dopo gli assalti alle sedi Equitalia e la gambizzazione dell’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi da parte degli anarchici della Fai, le priorita’ per la sicurezza sono cambiate. Sotto minaccia ci sono dirigenti e sedi dell’intera galassia Finmeccanica, di Equitalia ed Agenzia delle entrate, di grandi e piccole aziende in ristrutturazione. Centinaia di potenziali obiettivi sparsi per l’Italia cui si dovra’ dare tutela. Senza pero’ distogliere le forze di polizia dalle attivita’ di indagine. ‘Uno sforzo enorme’, ha ammesso il ministro. Vi contribuira’ una quota di militari che sara’ destinata alla vigilanza degli obiettivi fissi. ‘Razionalizzazione’ e’ la parola chiave. Che riguardera’ anche le scorte. Sono migliaia gli uomini delle forze dell’ordine impiegati nella tutela di varie personalita’. Un elenco che dovra’ essere rivisto alla luce delle nuove minacce.

Anche questa e’ materia all’esame delle singole prefetture, dalle quali partiranno le segnalazioni per il Comitato nazionale in programma per giovedi’ al Viminale e che dovra’ fornire – anche con l’aiuto dei report dei servizi segreti – la ‘mappa aggiornata’ degli obiettivi sensibili con il relativo dispositivo di protezione.

Si susseguono, intanto, gli episodi di minacce ed intimidazioni. Nei giorni scorsi e’ ricomparsa la stelal a cinque punte su volantini trovati nello stabilimento Franco Tosi, all’Inps, all’Agenzia delle Entrate di Legnano e al centro della corrispondenza di Parabiago, nel milanese. Oggi una telefonata anonima all’ANSA ha indicato che i volantini non sono delle Br. Nel pomeriggio due buste anonime una contenente polvere bianca e un’altra tre proiettili sono state intercettate a Milano dagli addetti alle Poste. Per il capo della polizia, Antonio Manganelli, ‘la stagione del terrorismo e’ chiusa e sarei molto cauto ad affermare il contrario’.

NESSUN COMMENTO

Comments