Camusso attacca, Renzi ci crede enti da tagliare

Il governo ci vorrebbe tagliare come enti inutili. Non ci sente, parla da solo, forse ha paura di sedersi insieme a noi. Ma senza un patto con le parti sociali non ci potra’ essere un rilancio degli investimenti e nuova occupazione.

Dai sindacati arriva un grido di dolore di fronte a dati sulla disoccupazione ”drammatici”, seguiti, secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ”a un nauseante balletto sui numeri dell’occupazione in cui di volta in volta si faceva propaganda su dati parziali e inconsistenti, si inneggiava alla ripresa e ci si lodava per la presunta bravura”. ”Pare che il governo pensi alle organizzazioni sindacali come a delle amministrazioni locali rispetto ai tagli”, attacca Camusso che accusa Renzi di voler ”abolire” la ”straordinaria funzione” che viene data ”dalla mediazione sociale, il trovare le soluzioni per difendere soprattutto i piu’ deboli”.

Il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, rilancia definendo ”una follia” la chiusura al confronto da parte del governo. ”Il Governo – secondo Barbagallo – non ci sente, parla da solo, forse ha paura di sedersi insieme a noi in una sede istituzionale” e continua a seguire le politiche sbagliate. L’aumento della disoccupazione e’, per il capo della Uil, ”l’effetto per chi non va a scuola da Obama e continua ad andare a scuola dalla Merkel, che predica l’austerita”’, mentre il presidente degli Stati Uniti ”fa la crescita, investendo da 6 anni 1.000 miliardi di dollari all’anno, noi invece aspettiamo il Piano Junker da 105 miliardi, che per due terzi e’ virtuale e prevede un moltiplicatore di 1 a 15”.

Sulla stessa linea il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ritiene che i dati diffusi dell’Istat sul lavoro ”dimostrano ancora una volta che senza un patto tra il Governo, le parti sociali, le regioni, le istituzioni locali, le banche, tutte le forze responsabili del paese, non ci potra’ essere un rilancio degli investimenti e nuova occupazione”. ”Gli incentivi ai contratti a tempo indeterminato – precisa Furlan – sono un segnale sicuramente importante, ma da soli non bastano”. ”Il Governo – conclude la dirigente sindacale – deve cambiare strategia, coinvolgendo le parti sociali in una nuova stagione di responsabilita’ collettiva che veda il lavoro come tema centrale ed unificante dell’agenda politica ed economica di tutto il paese”.

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