Campari riparte in Italia, l’aperitivo supera la crisi

Dopo due anni in cui i ricavi di Campari crescevano nonostante il calo di vendite in Italia, nel 2014 anche il nostro Paese rivede il segno piu’. Le vendite nel Belpaese sono infatti salite del 9,4% a 411,9 milioni di euro, e non solo per l’acquisizione del gruppo Averna che ha dato una spinta significativa (+5,9%) ai ricavi. A riattivare la crescita organica (+3,5%) sono state principalmente le "performance superiori all’andamento del mercato" degli aperitivi, con un vero boom del Crodino (+15%) e una crescita solida di Aperol (+5,4%) e Campari Soda (+5,6%).

Le vendite italiane di Campari, deboli nei primi nove mesi dell’anno, hanno ingranato la quarta nell’ultimo trimestre dell’anno (+11,8%). E chissa’ che la ripresa del mercato dell’aperitivo, di cui Campari e’ leader, non rappresenti un altro piccolo segnale del fatto che i consumi stiano faticosamente lasciandosi alle spalle una recessione durata tre anni e mezzo.

Per quanto riguarda l’intero gruppo Campari, il 2014 si e’ chiuso con vendite salite a 1,56 miliardi (+2,4%) e un utile sceso del 13,9% a 128,9 milioni, a causa di 43,2 milioni di oneri non ricorrenti.

Al netto delle partite straordinarie l’utile si mantiene stabile a 154,4 milioni (-0,7%), permettendo a Campari di confermare il dividendo di 8 centesimi. I risultati, grazie alla spinta del quarto trimestre, si sono collocati sopra il consensus degli analisti: a Piazza Affari il titolo ha chiuso in rialzo dell’1,64% a 6,19 euro.

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