Calenda (Pd), “governo istituzionale per le riforme e poi elezioni”

“Basterebbe un anno e mezzo per poi tornare al voto”. Il ministro Carlo Calenda: “è sbagliata” l’intesa tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle

Carlo Calenda

Carlo Calenda, ministro allo Sviluppo economico, intervistato dal Corriere della Sera, a proposito dell’apertura di Matteo Salvini a un governo ampio per rifare la legge elettorale e quindi tornare al voto, commenta: “E’ una cosa positiva. In Italia serve uno Stato forte, non pervasivo, che sappia proteggere, investire e soprattutto implementare le decisioni”. “Proviamo a concentrarci in questa legislatura su un governo istituzionale e un parlamento che chiudano la seconda repubblica e aprano la terza in modo ordinato con tre punti: legge elettorale a doppio turno, clausola di supremazia e allora sì un po’ più di federalismo. Poi si vota”.

Per fare questo basterebbe “un anno e mezzo”, per poi tornare a elezioni. “Di Maio e Salvini dovrebbero capire che è anche nel loro interesse un sistema che funziona, perché alla prova del governo si soccombe facilmente se non si hanno strumenti adeguati”.

Secondo Calenda “è sbagliata” l’intesa tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, “perché le loro proposte sono fondate su una fuga dalla realtà e dalla responsabilità”. E poi “fare la ruota di scorta ad un governo Di Maio mi sembra fuori dalla realtà. Renzi ha avuto ragione”.

Poi lancia l’idea di “una segreteria costituente” per il Pd, “della quale Renzi faccia parte insieme a Paolo Gentiloni, a Enrico Letta e agli altri ex segretari del Pd. Che ci si confronti in una sede ristretta e poi si esca con una posizione unica”. E lui? “No, io nel Pd sono appena entrato. Questo non significa che non debba dire la mia”.

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