Calenda a Repubblica, “così il Pd rischia di sparire”

Il ministro dello Sviluppo: “Basta ricreazione. Avevo già detto che ci voleva una grande segreteria costituente, in cui ci fossero tutte le persone che hanno rappresentato il Pd oggi e ieri”

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, intervistato da Repubblica, a proposito della fase politica che sta vivendo il Partito Democratico, commenta: “Le cose che si sono viste nell’Assemblea di sabato non hanno nulla a che fare con un grande partito progressista che ha governato bene l’Italia per una legislatura. Cose indecorose per come e’ la situazione nel Paese”.

“Siamo diventati un partito incomprensibile”, continua Calenda. “Avevo gia’ detto che ci voleva una grande segreteria costituente, in cui ci fossero tutte le persone che hanno rappresentato il Pd oggi e ieri, Veltroni, Franceschini, Enrico Letta, Orlando, Renzi, Gentiloni, Pinotti e Finocchiaro. Con delle donne capaci in segreteria magari il tasso di testosterone diminuisce. Oltretutto e’ incomprensibile questa guerra tra persone che sono state al governo insieme. Su cosa ci stiamo dividendo?”.

Secondo il ministro così il Pd “rischia di sparire”, “un partito che diventa la somma di io sto con Renzi, io sto con Orlando, io sto con Martina, io sto con Franceschini, io sto con Y, non e’ piu’ un partito ma una terza media all’ora di ricreazione”.

Sul governo gialloverde che si appresta a nascere: “Sarà un governo elettorale che portera’ instabilita’ e conflittualita’. Inizieranno a dire che l’Europa non gli fa fare le cose e chiederanno nuove elezioni. Le prossime saranno come quelle del 1948: definiranno la nostra collocazione internazionale. Bisogna prepararsi ora“.

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“’Chiuderemo l’Ilva progressivamente non in un anno ma nemmeno in 20/30′. Ma come si fanno a dire simili superficialità. O la chiudi o la risani. Con quali soldi la tieni aperta a tempo? Dilettantismo di chi non ha mai gestito nulla in vita sua. Sulla pelle di 20.000 lavoratori”. Lo scrive su Twitter il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, commentando quanto dichiarato a Taranto dal deputato M5s Lorenzo Fioramonti.