Calcioscommesse, l’ultrà: evitato carcere a Preziosi

Grazie alla falsa testimonianza di uno dei capi ultra’ che lo scorso 22 aprile fecero sospendere per incidenti la partita Genoa-Siena, il presidente dei rossoblu’ Enrico Preziosi avrebbe evitato il carcere nel 2006. Dopo il derby pugliese venduto e un presidente che chiede ai suoi giocatori di perdere un’incontro, la storia del calcio si arricchisce di un altro episodio che poco ha a che fare con lo sport. E ancora una volta sono le carte dell’inchiesta sul calcioscommesse della procura di Cremona a rivelarlo.

Negli atti allegati all’ultima parte dell’inchiesta, quella che ha portato in carcere tra gli altri Stefano Mauri e Omar Milanetto, si racconta infatti un episodio avvenuto la sera del 22 aprile scorso, a poche ore di distanza dalla partita. Un episodio tra l’altro per nulla spontaneo, visto che sei giorni prima il capo ultra’ in questione, Massimo Leopizzi, invio’ un sms chiarissimo a Giuseppe Sculli, idolo dei tifosi e indagato dalla procura di Cremona. ‘Ok fratellino – si legge nel messaggio – tregua fino a Genoa-Siena. poi liberi tutti. con voi liberi di scappare. se ci riuscite’.

Quando dunque a Marassi il Genoa va sotto 4-0 con il Siena, gli ultra’ obbligano i giocatori a togliersi la maglia, perche’ non degni di indossarla. Con l’eccezione proprio di Sculli, che va a parlare con i tifosi dopo la sospensione. Esplodono le polemiche e il presidente del Genoa invoca la galera per i responsabili. La sera, Leopizzi e Sculli commentano. E gli investigatori ascoltano le telefonate. ‘Ti dico una cosa – dice Leopizzi all’attaccante – chi ti paga e’ un infame, tu prendi i soldi da un infame, questo porco, questo maiale, questo schifoso, ha gia’ detto che quelli che hanno contestato devono andare in galera, questo qui e’ un maiale schifoso. questo qua nel 2006 si e’ salvato dal carcere grazie a questo signore con cui sei al telefono. Rischiava nove anni di condanna sulla schiena e ha fatto un’ora e mezza. per salvargli il c., domani mattina sai cosa faccio? Mi butto sull’infamita’, mi butto infame’.

L’ultra’ fa riferimento ad un episodio relativo al campionato 2004-2005, quando lui stesso venne sentito come testimone nelle indagini relative alla combine della partita Genoa-Venezia per la quale venne indagato, a livello penale, anche Preziosi. Il processo sportivo si concluse con la retrocessione della squadra genovese, che aveva vinto il campionato di B, in C1, mentre in sede penale Preziosi fu condannato a 4 mesi per frode sportiva.

Al telefono con Sculli, Leopizzi sostiene ora di aver fornito in quell’occasione una falsa testimonianza. ‘Io te lo giuro – dice al calciatore – domani vado in Procura e gli dico ‘signori ho fatto falsa testimonianza nel 2006, adesso ve la racconto io la storia. come si permette di dire in galera…ma in galera cosa pezzo di m. Ti ho salvato io, io ti ho salvato, Massimo Leopizzi, str.’. L’ultra’ non si ferma piu’: ‘il presidente e’ una carogna Beppe, non e’ un Presidente e’ un infame. tu sai cosa vuol dire infame no? Che tu vieni da una famiglia.’. E Sculli risponde ‘Sii’ e poi aggiunge, facendo sempre riferimento a quanto accaduto in campo: ‘ma le parole che gli ho detto io sai quali sono state? Gli ho detto presidente vai via perche’ piu’ ti avvicini e piu’ questi si innervosiscono perche’ a te non ti possono vedere’. E Leopizzi conclude: ‘ma non e’ quello. e’ un infame. io te lo giuro. io domani mattina vado in procura e dico mi butto pentito come Buscetta, gli dico scusate ho mentito’.

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