Calciopoli, respinto il patteggiamento di Conte – di Simona Aiuti

Juventus' coach Antonio Conte reacts after the Cup of Italy Juventus vs Napoli at the Olympic Stadium in Rome on May 20, 2012. Napoli defeated Juventus by 2-0. AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS (Photo credit should read GABRIEL BOUYS/AFP/GettyImages)

 

A quanto pare la Commissione Disciplinare ha respinto la richiesta di patteggiamento per l’allenatore della Juventus Conte, ritenendo non congrua la squalifica di tre mesi con 200 mila euro di ammenda proposta dal procuratore federale Stefano Palazzi. Quindi è tutto da rifare, i tempi si allungano e la guerra dei nervi continua per giungere a un nuovo patteggiamento che umilia un po’ la gente juventina, che non dovrebbe essere sottoposta a uno stillicidio del genere, e la società sembra un po’ troppo accondiscendente; che ci sia in ballo il risarcimento chiesto da Andrea Agnelli per l’affare “Calciopoli”?

 

Antonio Conte è deferito per due omesse denunce relative a presunte combine delle partite Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, e purtroppo può fare ben poco per dimostrare la sua innocenza. Visti i precedenti, anche se avesse delle registrazioni audio, forse sarebbe riconosciuto colpevole visto il funzionamento della giustizia sportiva che o punisce a vanvera, o non punisce affatto (vedi Inter).

Conte avrebbe dovuto ricevere una squalifica di 6 mesi, ma la sanzione è stata ridotta di un terzo, per l’art. 23, a 4 mesi e 20 giorni, e poi ridotta a 3 mesi e 200 mila euro di ammenda, con la devoluzione dell’importo, come richiesto dallo stesso Conte, a enti benefici e solidaristici a discrezione della federazione, ma sembra che non basti.

Clima teso, guerra di nervi al centro di un’estate rovente e arroventata da feroci tensioni tra tifoserie e una federazione a brandelli come credibilità.

L’intera dirigenza dovrebbe dimettersi e avrebbe dovuto farlo da anni, visto il deleterio lavoro fatto in “Calciopoli”, i danni subiti dalla Juve e ora non è che vada meglio. Frasi al vetriolo corrono nel web e sfociano in insulti non giustificabili, ma comprensibili da parte di chi ama il calcio e lo vede maltrattato da chi dovrebbe difenderlo e non è in grado né di punire i veri colpevoli, né di dare un’inversione di tendenza. 

In mattinata, prima del processo nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse, Palazzi entrando nell’ex Ostello della Gioventù al Foro Italico di Roma dove ha sede il processo, è stato contestato da una ventina di ultrà juventini. I tifosi della Juve hanno inveito e urlato al procuratore federale “giù le mani da Conte”, “Buffone” ed hanno srotolato uno striscione con scritto “Palazzi uomo di m…”.

Insomma, forse è arrivato il momento di rimettersi in carreggiata, di fare vera giustizia dando un esempio alle nuove generazioni, e l’unico modo di farlo è fare finalmente luce su Calciopoli, poiché finché non si puniranno i veri colpevoli, chiunque penserà di poter delinquere, infangare il calcio e farla franca.

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