Calciopoli, Petrucci e il tavolo della pace – di Simona Aiuti

Moratti imperterrito fa lo sdegnoso, sicuro d’averla fatta franca, nonostante la relazione di Palazzi, secondo cui l’Inter avrebbe posto in essere reiterati illeciti sportivi, intrattenendo nel tempo, rapporti illeciti con arbitri in attività e anche con designatori. Il presidente dell’Inter dorme tranquillo, dopotutto il tempo ha lavorato a suo favore. A questo punto non avrebbe più senso parlare di tavolo della pace proposto da Petrucci, in parte perché quest’ultimo è stato uno dei primi ad innescare “l’errore” che ha portato il primo scudetto all’Inter con l’interista Guido Rossi, e nessuna sanzione dal primo momento, ma solo ingiustificati trofei acquisiti. In secondo luogo il presidente dell’Inter non ha la minima intenzione di ammettere gli illeciti; è impossibile quindi sedersi ad un tavolo e spiegare cosa è accaduto davvero cinque anni fa, alla luce delle intercettazioni che riguardano i nerazzurri: utopia allo stato puro.

Addirittura, per Moratti Calciopoli non riguarda l’Inter ed è incredibile che lo affermi conoscendo le prove audio. Sappiamo che lo fa solo perché si sente in una botte di ferro nonostante le prove inoppugnabili, ma per ora tant’è. Stizzito Moratti dice anche che ci sono altri che giudicano, che hanno già giudicato o che stanno giudicando; e riguardo allo scudetto che rivorrebbe Agnelli, che invece a noi risulta ne rivoglia indietro due dice: “Va bene che siamo vicino a Natale, ma non credo che pretenda che gli faccia quel regalo… Credo che quello sia qualcosa di cui sinceramente si può parlare come si può parlare in un bar”. Insomma, essere ancora trattati con sufficienza comincia ad essere un po’ troppo.

Si nega l’evidenza, e a rinunciare alla prescrizione non ci pensa proprio dicendo: "In merito ha già risposto anche il procuratore di Napoli dicendo quanto poco importante fossero quelle intercettazioni”. Alla faccia della poca importanza, rispondiamo noi! E’ un’affermazione un po’ azzardata dire che quelle intercettazioni non sono rilevanti, considerando il fatto che lo sono molto di più di quelle di Moggi, che nulla ottenne mai, al contrario di Facchetti, che otteneva le griglie il giorno prima e pure gli arbitri desiderati.

Non solo Moratti però, ma anche Petrucci secondo noi sottovaluta Andrea Agnelli e forse non ha ben chiaro dove potrebbe portare quello che ha definito un “doping legale”, o forse invece teme che la macchina legale italiana cominci a stritolare il campionato, come è accaduto negli U.S.A.

Il vero rischio è che Agnelli a forza di scomodare la giustizia ordinaria, quest’ultima prima o poi potrebbe davvero bloccare il campionato di serie A e visti i tempi della giustizia nostrana, sarebbero dolori per tutti, perché in un tribunale vero mica si può fare gli sdegnosi e voltarsi dall’altra parte davanti alle intercettazioni! In quel caso non sarebbe più possibile ignorare le prove, il ruolo di Guido Rossi, i rapporti con designatori e arbitri, cene occulte, Pier Luigi Collina che chiedeva al cellulare se la sua performance era piaciuta a Galliani, le affermazioni di Baldini che voleva fare il ribaltone, e le indagini di Auricchio senza 170.000 intercettazioni.

Noi non è che siamo appena scesi dal pero, e tanto per essere chiari, non abbiamo potuto non notare la sua presenza accanto a Moratti alla presentazione del libro “I mondiali della vergogna”, con prefazione di Giuseppe Narducci, il PM di Napoli, ma guarda un po’! Ad un tratto una telecamera curiosa, birichina e dispettosa, ha ripreso proprio Auricchio e Moratti parlare fitto, fitto per tutto il tempo della presentazione e chissà che avevano da dirsi!?  Il colonnello Auricchio che ha approvato quel: “L’Inter non ci interessa”, riferito da Coppola in dibattimento, proprio lui. Comunque siamo fiduciosi e al contempo curiosi di conoscere le intercettazioni inedite che a Napoli in appello tirerà fuori la difesa di Moggi, fiduciosi che Moratti si piccherà ancora un po’ e che Agnelli andrà avanti com’è giusto che sia.

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