Calciopoli e il mistero del faldone segreto – di Simona Aiuti

Da anni c’è un mistero in Calciopoli ed è un faldone d’indagine che il pm milanese Ilda Boccassini custodisce o conserverebbe in archivio. Al processo di Napoli a Moggi l’hanno definito il “fascicolo del Calcio Graal”, perché chi potrebbe parlarcene o non lo fa o è passato a miglior vita.

Questo fascicolo dovrebbe contenere la confessione al vetriolo del fischietto gola profonda Nucini, ma essendo stato archiviato a “modello 45”, ovvero notizie manifestamente infondate, nessuno può consultarlo, se non con l’autorizzazione della Boccassini. Sarebbe utile dare almeno una sbirciatina a questo documento, per capire se ciò che si è palesato, o si sospettava o si sapeva anni fa, è del tutto vero, insomma una sorta di prova del nove.

Il faldone avrebbe potuto interessare Francesco Saverio Borrelli, per le indagini sugli illeciti sportivi, chissà? Ricordiamo il capo security Giuliano Tavaroli nell’interrogatorio del 29 settembre 2006, il quale riferisce che sul finire del 2002 incontrò Moratti e Giacinto Facchetti, e quest’ultimo disse di essere stato avvicinato da un arbitro di Bergamo che gli riferì del condizionamento delle partite attraverso un sistema che da Moggi portava all’arbitro De Santis.

Tavaroli propose a Facchetti o di parlare con un maggiore dei carabinieri di Milano o di rivolgersi ai pm con un atto formale. Secondo Tronchetti Provera, Moratti aveva chiesto un aiuto alla procura nella persona della dottoressa Boccassini che gli suggerì di far venire quest’arbitro a denunciare la cosa. Invece ascoltato poi dall’Ufficio Indagini della Figc, il 3 ottobre 2006, Moratti ha detto che quando Facchetti gli disse che voleva denunciare in procura i fatti raccontati da Nucini, si oppose e aggiunse che semmai “doveva essere Nucini a segnalare il fatto” ai magistrati. Chi mente?

Nel frattempo, proprio per tutelarsi, Facchetti si era registrato di nascosto le confessioni di Nucini che aveva spedito a infiltrarsi nelle linee nemiche, che avvicina l’arbitro De Santis, ficca il naso sul ds del Messina Fabiani (vicino a Moggi), fa da talpa a Coverciano, ma quel cd non si è mai trovato e per noi mai si troverà.

Al processo di Napoli l’arbitro Nucini viene definito “inconsistente teste d’accusa”, non è stato capace di ricordare il giorno della sua visita in procura che a fatica colloca verso la fine del 2003.

Sul resto è alquanto confuso, eppure non parliamo di vent’anni fa. Nell’udienza del 26 maggio 2009 fa presente che “qualcuno vicino alla società (Inter, ndr) ha consigliato che andasse davanti al pm Boccassini. Nucini confessa che non se l’è sentita di tradire Facchetti. Così alla Boccassini decide di non dire più niente: “Non ce l’ho fatta, ho trovato nella dottoressa Boccassini una delle donne più intelligenti, probabilmente aveva capito tutto. Non ha insistito, sono uscito dalla procura e la cosa è finita lì”.

Incredibile, quando Prioreschi, uno dei legali in aula gli chiede spiegazioni a Nucini riguardo a cosa sarebbe stato detto alla Boccassini, lui replica: “Io a lei non glielo dico!….Abbiamo parlato di calcio, dell’andamento del calcio”.

Richiamato a deporre al processo napoletano il 15 marzo 2011 Nucini continua con dichiarazioni bizzarre. “Non firmai il verbale” (dalla Boccassini).

Se questo fascicolo saltasse finalmente fuori si capirebbero tante cose. A cominciare dal famoso cd con la voce di Nucini, registrata di nascosto da Facchetti (circostanza riportata da Repubblica a maggio 2006 e mai smentita dai diretti interessati). Consentirebbe di dimostrare, o smentire, ciò che le difese degli imputati hanno sostenuto nel processo di Calciopoli, e cioè che qualora l’Inter si fosse rivolta con un esposto alla procura di Milano, avrebbe violato “la clausola compromissoria”, che blinda e lega le società a rivolgersi solo alla giustizia sportiva; che si attenda un’altra prescrizione anche nella giustizia ordinaria?

Non dimentichiamo che è stata chiesta a Telecom una verifica sull’esistenza di determinati contatti telefonici monitorati proprio da Telecom stessa. Si tratta di utenze fisse e cellulari che potrebbero essere le stesse che Nucini avrebbe rivelato a Facchetti, che a sua volta avrebbe girato a Tavaroli il quale le avrebbe passate ad Adamo Bove (morto suicida nel luglio 2006) che le avrebbe fatte sviluppare alla segretaria Caterina Plateo. La signora Plateo ammetterà poi come tra i numeri controllati da Tavaroli & co c’erano quelli della Juventus, del guardalinee Cenniccola che usava De Santis, della Gea World, della Figc, e dulcis in fundo di Moggi. Se nessuno parla, ci mostreranno il faldone?

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