Calcio, Milan: accordi in vista con i cinesi guidati da Lippi

Una comunita’ cinese storica e sempre piu’ numerosa, e due gloriose squadre di calcio. Questi e altri fattori attirano l’attenzione dei cinesi in Italia. Ad agosto l’Inter ha stretto un accordo con nuovi soci (e una collaborazione con China Railway per costruire lo stadio), salvo registrare un impasse. Ora tocca al Milan sondare le possibilita’ di accordi commerciali con il Guangzhou Evergrande, il club campione di Cina guidato da Marcello Lippi.

L’appuntamento e’ a Milano a inizio dicembre, quando i dirigenti cinesi visiteranno la sede del Milan in via Turati, il centro sportivo di Milanello e martedi’ 4 dicembre a San Siro assisteranno alla partita di Champions League contro lo Zenit San Pietroburgo. Regista dell’operazione e’ Davide Lippi, figlio dell’ex ct e procuratore da sempre vicino all’ad rossonero Adriano Galliani.

‘C’e’ la volonta’ – spiega Lippi – di aprire rapporti commerciali, anche a livello di sponsor. Il Guangzhou e’ un club giovane, ha tanto da imparare. Un domani magari potrebbe realizzarsi qualche operazione di mercato’.

Dietro il Guangzhou c’e’ la Evergrande Real Estate, un colosso del mercato immobiliare. Uno dei vicepresidenti del gruppo, Liu Yongzhuo, 31 anni, e’ presidente della squadra, nonche’ un grande appassionato dell’Italia, della sua cultura e anche del suo calcio. Che in Cina e’ sempre piu’ popolare, come hanno dimostrato le tre edizioni della Supercoppa italiana a Pechino.

In particolare i due derby fra milanesi, che i tifosi locali hanno vissuto con calore. Anche eccessivo quando, nell’edizione 2011, e’ stato malmenato un cinese con la maglia del Milan che voleva seguire l’allenamento dell’Inter fra i sostenitori nerazzurri. Fra i circa 20mila cinesi a Milano non c’e’ forse la stessa passione, ma la comunita’ aspetta con un certo fermento le evoluzioni di queste trattative e se ne parla nei locali di via Paolo Sarpi, il cuore della Chinatown milanese. ‘Se il Milan compra un cinese – sorride Marco Wang, 25 anni – mi abbono’.

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