Calcio, follia ultrà Genoa: lacrime di Mesto, orgoglio Sculli

Le lacrime di Giandomenico Mesto, scoppiato a piangere in mezzo al campo per pura tensione nervosa sotto gli insulti folli degli ultras, e inutilmente consolato dai compagni e dai dirigenti del Genoa, hanno fotografato il senso della partita andata in scena oggi al Ferraris tra Genoa e Siena. L’emblema di una squadra, il Genoa, ormai non solo del precipizio della retrocessione, ma anche sull’orlo di una crisi di nervi.

Di fronte alla contestazione dei ‘tifosi’, cosi’ insultante, cosi’ brutale, i nervi di Mesto sono crollati: al centro del campo lui, che e’ un marcantonio, e’ scoppiato a piangere come un bambino. Lacrime nervose, ma incontenibili. Nel frattempo Marco Rossi prima, Beppe Sculli poi, cercavano di calmare gli ultras della Gradinata Nord, asserragliati sulle reti di recinzione a meta’ campo, sopra l’ingresso degli spogliatoi: l’attaccante, uno dei piu’ riconoscenti a Preziosi, si e’ avvicinato un po’ titubante agli ultras e ha mostrato loro la maglia, come segno della sua fedelta’, di quella di tutti i compagni. Anche Frey ha fatto lo stesso segno alla tifoseria.

Per tutta risposta gli ultras hanno urlato ai giocatori che ‘dovevano togliersela’ quella maglia.

E’ cominciata una vera e propria trattativa. Sculli da un lato parlamentava con gli ultras; Frey, inzialmente comprensivo, si e’ invece ribellato: ‘No, questa maglia e’ mia, mia!. Non vostra’ ha detto agli ultras, rifiutandosi di sfilarsela. Ma molti altri suoi compagni se la sono invece sfilata e l’hanno tristemente deposta al centro del campo. Una sull’altra, un mucchietto rossoblu’ di cotone e acrilico. Sudato. Quasi l’emblematica fine di un simbolo, quello del Grifone.

Ai tifosi aveva cercato di parlare anche il capitano Marco Rossi. Due minuti di parole, lui sull’erba, loro sui cancelli.

Tutto inutile. Volevano vendicarsi, gli ultras, cosi’ hanno lanciato fumogeni in campo con una furia tale da far sospendere la partita. Correva il 9′ del secondo tempo, e il Genoa era sotto di 4-0. I ‘tifosi’ hanno minacciato una invasione di campo, tenuti a stento da un grappolo di stewards. Erano arrabbiati in particolare con Malesani, considerato il colpevole di questa stagione disastrosa. Anche il presidente Enrico Preziosi ha cercato una mediazione scendendo in campo in mezzo ai giocatori. Ma Mesto ha continuato a piangere, i giocatori a sfilarsi la maglia, in un clima surreale e tristissimo, non solo per il Genoa. La partita ha rischiato di essere sospesa in modo definitivo, col Siena rientrato negli spogliatoi tra gli applausi.

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