Calcio, City frena e United in testa. Mancini ‘decide derby’

Persa la testa della Premier League Roberto Mancini riabilita Carlos Tevez e rimanda al derby di fine aprile l’epilogo della sfida contro il Manchester United. Perchè‚ dopo cinque mesi al comando la sconfitta al Liberty stadium di Swansea è costata il primato al City, costretto ora a rincorrere i cugini ad una lunghezza di ritardo. Un passaggio a vuoto seguito a quello di Lisbona, sconfitta di misura nell’andata degli ottavi di Europa League. "Sono stati quattro giorni molto difficili per me, ma il calcio è cosí. E ora bisogna restare uniti", le parole di Mancini.

Già proiettato al ritorno contro i portoghesi, attesi giovedí all’Etihad stadium, e alla partita di lunedí prossimo contro il Chelsea. A dieci giornate dal termine del campionato, vietato sbagliare. Anche perchè con lo scontro diretto in programma in casa il 30 aprile, le chance di vincere il terzo titolo nazionale restano intatte. "Il campionato si deciderà nel derby, terz’ultima di campionato – la previsione di Mancini -. Siamo stati al comando a lungo e ora tocca allo United. Ma il distacco è minimo. E sapevamo che sarebbe potuto succedere, l’importante ora è risollevarsi al piú presto".

Niente panico, dunque, predica Mancini, che pure non puó nascondere la vistosa flessione della sua squadra nel 2012. Perchè‚ se fino a capodanno il City aveva viaggiato spedito, con l’unico passaggio a vuoto al San Paolo costato l’uscita anticipata dalla Champions League, il nuovo anno ha portato anche sconfitte ed altre eliminazioni. Tre gare perse in Premier nelle ultime 10 partite, contro la sola sconfitta nei primi 18 turni. E poi, eliminazione dalla Coppa d’Inghilterra, nel terzo turno contro lo United, e uscita in semifinale di Coppa di Lega per mano del Liverpool. Certo a Mancini non mancano le attenuanti, come la squalifica di Mario Balotelli (quattro giornate fuori), la lunga assenza dei fratelli Toure per la Coppa d’Africa e gli infortuni (fuori causa la coppia centrale Vincent Kompany e Joleon Lescott). Ma ogni volta che i suoi avevano la possibilità di staccare il gruppo, per un motivo o l’altro, hanno denunciato preoccupati limiti di personalità. O forse semplice disabitudine al comando. Ora peró c’è bisogno di una reazione. E di tutta l’esperienza dei giocatori piú blasonati. Compreso Tevez che dopo cinque mesi di esilio dorato è tornato dall’Argentina e presto potrebbe ritrovare una maglia da titolare. Per lo sprint di primavera Mancini fa del pragmatismo una virtú. "Non penso che Carlos potrà essere al 100% nella prima partita ma ci puó comunque dare una grossa mano negli ultimi due mesi di stagione", l’augurio del tecnico italiano.

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