Calcio, Allegri si difende: non mi diverto a cambiare moduli

Avranno anche ‘fatto la pace’ Adriano Galliani e Massimiliano Allegri, ma l’allenatore del Milan ha voluto difendere pubblicamente la scelta, indigesta ai vertici societari, di giocare a Palermo con cinque mediani. E dopo aver ammesso a caldo martedi’ sera di ‘non aver acchiappato’ la formazione, chiarisce: ‘Io non mi diverto a cambiare i moduli, rifarei tutte le scelte di Palermo’. Non si diverte, ma domani con il Chievo si torna al 4-2-3-1 accantonato dopo il derby, perche’ per Allegri la difesa a tre resta il sistema piu’ adatto a questo Milan ‘pero’ Bonera e’ l’unico che puo’ giocare regista difensivo ed e’ squalificato’.

Contro Pellissier e compagni sara’ interessante capire quali scorie ha lasciato il pareggio di Palermo. L’analisi di Allegri puo’ valere anche come difesa dell’intero lavoro degli ultimi due mesi, vissuti costantemente sulla graticola. C’e’ una premessa: ‘Accetto tutte le critiche, perche’ manca il risultato’. Poi comincia l’arringa. ‘Non serve molto a capire le caratteristiche dei giocatori. Non posso inventarli: senza Boateng avevo solo due esterni, Emanuelson e El Shaarawy, o all’esterno ci mettevo un guardalinee o per forza dovevo cambiare modulo’, sottolinea il livornese che ha acciuffato il pareggio nella ripresa rivoluzionando la squadra, come ha potuto constatare il presidente Silvio Berlusconi. ‘E’ stato fortunato a vedere solo gli ultimi 20 minuti – sorride Allegri – Con la formazione del secondo tempo potevamo vincere o perdere, ma non potevo certo fare il mercato nell’intervallo. Il Milan ha vinto lo scudetto il primo anno grazie all’apporto determinante di chi entrava dalla panchina’. E oggi quei giocatori sono diventati i titolari. E’ un mestiere complicato quello dell’allenatore, specialmente quando si ricevono critiche pubbliche, come e’ capitato almeno in un paio di occasioni ad Allegri. ‘La societa’ mi ha sempre protetto, ma questo e’ un anno diverso dai precedenti – osserva -. C’e’ da da combattere e costruire una squadra. Credo che la societa’ stia mettendo le basi per avere dall’anno prossimo una squadra pronta a competere per i primi tre posti in Italia’.

Tutto lascia intendere che in panchina da giugno non ci sara’ piu’ lui, ma l’allenatore non getta la spugna. ‘Battere il Chievo ci permetterebbe di non allontanarci ulteriormente dal quarto posto’, avverte, alla vigilia di una sfida in cui ritrova Abbiati, Boateng, De Sciglio, ma non Robinho e Muntari (‘Un risentimento muscolare, normale per chi rientra dall’intervento ai legamenti del ginocchio’), e punta come sempre su El Shaarawy. ‘Mi sorprende la sua continuita’ – ammette Allegri – A Palermo ha rischiato di non giocare per una mezza bronchite, ma sta bene e visto che fa sempre gol lasciamolo in campo che magari continua…’. Finche’ lui segna il Milan resta a galla.

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