Bucchino (Pd): mai più figli di serie A e di serie B

Non mi è capitato spesso in questa legislatura. Ma ieri sera quando l’aula di Montecitorio ha approvato in maniera definitiva la legge sui diritti dei figli naturali ho provato un momento di gioia allo stato puro. Finalmente una giornata che valeva la pena di essere vissuta, un voto che vale un’intera legislatura. Sì, finalmente! Perché anche in Italia, è stata introdotta la parità dei diritti civili tra i figli legittimi e i figli naturali, fino al punto che la legge ha stabilito che nella normativa italiana debbano essere cancellate le locuzioni “figli legittimi” e “figli naturali” che avevano diritto di uso solo nel medioevo. Da qui in avanti dovrà essere adottata esclusivamente la parola “figli”. Da ora in poi i bambini nati fuori del matrimonio non potranno essere più discriminati rispetto a quelli nati all’interno del matrimonio e avranno legami di parentela non solo con i propri genitori ma anche con nonni, zii e altri parenti (condizione questa riservata finora solo ai “legittimi”). Non solo, ma avranno dignità di "figli" anche i bambini nati da atti incestuosi, violenti o non. Insomma un atto di civiltà, ancorché arrivato in ritardo, di cui noi parlamentari possiamo esseri fieri. In attuazione dei principi costituzionali italiani e di norme sovranazionali non potrà più esserci disparità di trattamento tra bambini “legittimi” e bambini “naturali” (per molti l’equivalente di “illegittimi”) nella predisposizione e nell’attuazione di leggi, regolamenti e normative varie.

Al di là dell’affermazione di principio e di civiltà, le ricadute pratiche saranno molto concrete: tutti i figli avranno lo stesso stato giuridico; i tribunali competenti sulle questioni controverse non saranno più differenziati tra ordinari e minorili, ma saranno solo i tribunali ordinari a pronunciarsi sia per i figli nati nel matrimonio che per quelli nati fuori (omogeneità di procedure, di trattamento e di giudizio); il figlio nato fuori dal matrimonio potrà essere riconosciuto dalla madre e dal padre, anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento; il riconoscimento potrà avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente. E, lo sottolineiamo con soddisfazione, si è rotto il tabù della irriconoscibilità del figlio nato da un rapporto incestuoso, ora tali figli potranno essere riconosciuti (ma giustamente sarà comunque vietata la patria potestà all’autore dello stupro). I figli, tutti i figli, avranno diritto di essere mantenuti, educati, istruiti e assistiti moralmente dai genitori, nel rispetto delle loro capacità, delle loro inclinazioni naturali e delle loro aspirazioni; avranno diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti; il figlio minore che abbia compiuto i dodici anni di età, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, avrà diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano ma dovrà rispettare i genitori e dovrà contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa; dovrà esserci la sostituzione in tutta la legislazione vigente dei riferimenti ai figli legittimi e ai figli naturali con riferimento esclusivo ai figli. Con questa legge insomma sono state archiviate norme penalizzanti fondate su un anacronistico Senso della morale e dei rapporti familiari.

Vivo la grande gioia di avere dato con il mio voto il contributo a questo sussulto di dignità del nostro Parlamento. Fosse stato anche solo per questo davvero valeva pena di avere trascorso cinque anni in quest’aula parlamentare.

On. Gino Bucchino, deputato Pd eletto in Nord e Centro America

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