Brexit, Borghi: ‘Con la Lega al governo fuori dall’euro’

Claudio Borghi, responsabile economico del Carroccio, in una intervista a Libero spiega: "Se la Lega va al governo ci accordiamo con la Le Pen e gli altri, facciamo una manovra coordinata, militare e feroce e ce ne andiamo via. Basta che ci sia l’accordo Italia-Francia. Siamo in stato di studi avanzato, abbiamo fatto incontri tecnici con olandesi e austriaci. Lavoriamo da mesi sui piani, ci siamo visti due volte, in Francia e Polonia".

Borghi sostiene che "sul Brexit ci hanno raccontato balle, ci hanno terrorizzato perché erano terrorizzati. L’idea che qualcuno esca e dimostri che si può evadere dal carcere, distruggere gli eurocrati", "molte cose sono incerte, ma una è chiara e inconfutabile: i britannici oggi stanno meglio di noi", "tutte le quotazioni di oggi hanno scontato già l’effetto del Brexit. Quelli nei guai siamo noi". "La Borsa di Londra ha indici superiori al pre-Brexit. È un fatto. Non voglio dare consigli, però un po’ di sterline le ho comprate".

Secondo il leghista "il terremoto delle banche non è colpa di Brexit", "la speculazione sulle banche nasce con il bail in, a novembre 2015" e con "l’idea bizzarra che in caso di insolvenza della banca ci si rivale su risparmiatori e correntisti" e "l’ennesima follia" di "agganciare il rimborso al fondo interbancario: ma si sa che il fondo è vuoto", "è come se arrivati sulla Concordia avessero iniziato a buttare a mare i passeggeri. Se c’è questo rischio devi dirmelo prima e almeno il prezzo del biglietto deve essere molto basso", "lo Stato deve garantire i risparmiatori, solo dopo le banche. Prima salva i passeggeri, poi decapita Schettino", "il rischio di bail in non era mai citato. E purtroppo, mentre Schettino è stato processato, non c’è uno di Bankitalia indagato per Etruria, non uno della Consob che spieghi. Pazzesco".

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