Brasile, piogge e siccità record in due aree vicine

Mai era successa in Brasile una tanto tragica concomitanza fra una siccita’ feroce nelle zone aride del ‘sertao’, la peggiore a memoria d’uomo, e una piena record del Rio delle Amazzoni che a Manaus ha raggiunto il massimo storico dei 30 metri. E gli esperti guardano con preoccupazione l’intensificarsi della ‘Nina’, il fenomeno di raffreddamento dell’Oceano Atlantico che sembra alla base di questi disastri che colpiscono sempre piu’ spesso le due zone confinanti brasiliane.

Piu’ di 740 comuni del ‘Nordest’, con punte nello stato di Bahia, soffrono gli effetti della peggiore siccita’ di questi ultimi cinquant’anni. In una citta’ dell’interno del ‘sertao’, la zona semi desertica brasiliana immortalata dai romanzi di Jorge Amado, non piove ormai da due anni. Ma in tutta l’area non cade una goccia di pioggia da almeno quattro mesi. La ‘seca’, come si chiama qui, sta distruggendo molte piantagioni, soprattutto di fagioli, e ha decimato i capi di bestiame. Milioni di persone sono quasi alla fame e alla sete.

‘Io ho 67 anni e sono cresciuto qui: ma non ho mai visto una siccita’ come questa – afferma il micro-agricoltore Helio Conceicao, che pianta meloni nel Cariri’, l’area fra Bahia e il Pernambuco, fa le piu’ colpite della mancanza d’acqua -. Abbiamo perso tutto. Non ci rimane piu’ niente’. Per migliaia di abitanti e’ necessaria una marcia forzata di molti chilometri per trovare una pozza di acqua potabile. Gia’ dodici paesi del sertao hanno confermato la cancellazione delle tradizionali feste di ‘Sao Joao’ (San Giovanni) il mese prossimo, che si estendono per una settimana col ritmo indiavolato del ‘forro’. A pochi chilometri da li’, incredibilmente, piogge torrenziali investono tutta la costa da Bahia al Ceara.

Generalmente la temperatura dell’oceano in queste zone a sud dell’equatore e’ sui 27 gradi. Quest’anno l’Atlantico ha una temperatura di 26 gradi. Le perturbazioni, che sempre salgono dalla Patagonia al Nordest, vanno al largo e non ritornano verso il cuore del continente: questo succede perche’ l’acqua del mare, piu’ fredda, non evapora e non porta nubi sul sertao. Invece dall’altra parte, sull’oceano Pacifico, la ‘Nina’ offre le condizioni ideali per piogge eccezionali, che alimentano sulle Ande le sorgenti dei fiumi amazzonici. A Manaus la piena del Rio Negro ha superato di 58 centimetri la piena del 2009, gia’ stimata come la peggiore inondazione del secolo. Hanno dichiarato lo stato di emergenza 32 comuni dell’Amazonas: sono finora 74 mila le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case sommerse dall’acqua. ‘Questa piena, a poca distanza da quella di tre anni fa, va giudicata come un evento estremo – dichiara l’idrologo Javier Tomasella, sulla base dei dati satellitari della regione raccolti dall’Inpe (Istituto Nazionale di Ricerche Spaziali) -. Non sappiamo se quello che sta succedendo e’ una risposta della natura all’azione dell’uomo. Negli ultimi 25 anni e’ aumentata la frequenza e l’intensita’ dei fenomeni opposti di piena e di secca dei fiumi amazzonici. Non e’ ancora chiaro se queste singolarita’ si devono ai mutamenti climatici globali’.

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