Brasile, Battisti torna libero. Roma, lo riporteremo in Italia (VIDEO)

Doppio colpo di scena la notte scorsa nella lunga vicenda giudiziaria di Cesare Battisti. L’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo e’ stato arrestato dalla polizia federale brasiliana nella sua casa di Embru das Artes, nell’entroterra dello stato di San Paolo, e poi trasferito nella capitale paulista in attesa dell’espulsione, come stabilito da un giudice federale il 26 febbraio scorso per la vicenda dei falsi documenti. L’arresto e’ durato pero’ solo poche ore. Il legale di Battisti, Igor Tamasauskas, ha presentato un ricorso urgente e il presidente del tribunale regionale federale di Brasilia, Candido Ribeiro, ha concesso, con grande tempismo vista l’ora tarda, la garanzia dell’habeas corpus prevista nei casi di ingiusto arresto.

"Il caso e’ stato risolto con celerita’ e giustizia e’ stata fatta", ha annunciato con soddisfazione il legale di Battisti, che poco dopo la mezzanotte locale ha prelevato l’ex militante dei Pac da una caserma della polizia federale e lo ha infilato in un taxi.

Ad attendere Battisti c’era anche l’ex senatore Eduardo Suplicy, amico di lunga data di Battisti nonche’ fedelissimo dell’ex presidente Lula, che nego’ l’estradizione in Italia dell’ex terrorista rosso scatenando un crisi diplomatica tra i due Paesi. Roma pero’ non molla la presa ed attende gli sviluppi dell’ultima puntata della saga giudiziaria per tentare di riportare in Italia Cesare Battisti, condannato in via definitiva all’ergastolo per quattro omicidi commessi negli anni di piombo.

"Seguiamo con grandissima attenzione gli sviluppi della vicenda. A fronte di fatti nuovi assumeremo nuove iniziative per ribadire una volonta’ politica chiara: assicurarlo alla giustizia italiana ed eseguire la pena", ha detto da Bruxelles il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il quale ha sottolineato che "i contatti con il governo brasiliano non sono mai venuti meno".

Sulla vicenda dell’arresto di Battisti, effettuato in collaborazione con la polizia italiana, e’ intervenuto anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. "Sono in contatto con il punto di riferimento della nostra polizia in Brasile, che ha molto cooperato per l’arresto. Si stanno ora approfondendo gli aspetti giuridici: Battisti deve rientrare in Italia e non smetteremo di batterci per questo obiettivo", ha detto Alfano.

Ai due ministri del governo Renzi ha risposto indirettamente il legale di Battisti, che considera "assurda" l’ipotesi di un’eventuale richiesta di estradizione in Italia. "L’estradizione e’ stata gia’ negata e lo sarebbe a maggior ragione adesso che i reati sono prescritti per la legge brasiliana", ha detto l’avvocato Tamasauskas, che ha anche annunciato un ricorso contro la sentenza di espulsione emessa il 26 febbraio scorso dalla giudice federale Adverci Rates Mendes de Abreu. "L’arresto di ieri vale come notifica, la prossima settimana depositeremo il ricorso e dimostreremo anche l’equivoco in cui e’ incappata la giudice", nei confronti della quale Tamasauskas ha anche annunciato un’azione legale.

La giudice Mendes de Abreu ha fatto scattare ieri le manette ai polsi di Battisti dopo aver respinto il 26 febbraio la richiesta di concedergli un rinnovo del permesso di soggiorno in Brasile in quanto "straniero senza documenti e con condanne per gravi reati nel suo Paese". Mendes de Abreu aveva anche chiesto al governo di valutare l’ipotesi di consegnare l’ex militante dei Pac alle autorita’ di Messico o Francia, i due Paesi dove Battisti ha vissuto prima di arrivare in Brasile.

E proprio dalla Francia sono rimbalzate oggi a sorpresa le parole dell’ex presidente Nicolas Sarkozy sulla vicenda Battisti. Secondo Sarkozy, "la societa’ italiana deve voltare pagina" rispetto agli anni del terrorismo. Parole giudicate "offensive nei confronti degli italiani" dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri e addirittura "infami" da Federico Mollicone, responsabile comunicazione di Fratelli d’Italia. "Volti pagina la sua Francia, responsabile prima di essere stata ostello dei peggiori criminali e poi della fuga facilitata di Battisti in Sud America", ha attaccato anche Ignazio La Russa.

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