Bpm, Indagato Ponzellini. Perquisito studio Francesco Corallo

Nei mesi scorsi era stata avviata dalla Procura di Milano l’inchiesta sui finanziamenti erogati da Bpm alla societa’ Atlantis – Bplus Giocolegale, attiva nel settore dei giochi d’azzardo. Oggi la svolta: secondo gli inquirenti, In seno alla banca si sarebbe formata una "associazione affaristico criminale" guidata da Massimo Ponzellini, ex presidente dell’istituto di credito e attuale presidente di Impregilo, indagato per associazione a delinquere e ostacolo alle autorita’ di vigilanza. La novita’ emerge dal decreto di perquisizione firmato dai pm Roberto Pellicano e Mauro Clerici che hanno inviato i finanzieri a prendere carte nell’attuale ufficio di Ponzellini e in altre 8 abitazioni private e sedi di societa’ a Roma, Milano e Bologna.

Un episodio clamoroso si e’ verificato a piazza di Spagna, nella capitale, dove il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta ha portato via un computer intervenendo in soccorso a Francesco Corallo, figlio di Gaetano, gia’ condannato per reati di criminalita’ organizzata.

Il titolare della Atlantis, per evitare le perquisizioni nel suo ufficio, ha sostenuto di essere ambasciatore della Fao per conto di un paese caraibico e ha invocato l’immunita’ diplomatica. Mentre i finanzieri verificavano la sua versione al Ministero degli Esteri, e’ arrivato Laboccetta che, dopo essersi qualificato come parlamentare, ha rivendicato la proprieta’ del pc e l’ha portato via sotto gli sguardi sorpresi dei finanzieri. "Ho preso il pc solo perche’ non ha nulla a che fare con l’indagine in corso su Ponzellini, persona che nemmeno conosco. E’ stato un equivoco, quel computer è mio", ha poi spiegato Laboccetta, che ha aggiunto: "Sono stupito dalle notizie fuorvianti che leggo in queste ore. Questa mattina ero andato a trovare presso la sua abitazione in Piazza di Spagna in Roma l’amico Francesco Corallo. Una persona che frequento da oltre trent’anni, e nel momento in cui e’ giunta la Guardia di Finanza per una perquisizione, doverosamente sono andato via portando con me il mio computer".

La Procura ritiene che nel computer fossero contenute prove importanti per l’indagine che conta, al momento, tre indagati.

C’e’ anche il ‘factotum’ Antonio Cannalire, gia’ coinvolto nell’inchiesta di Napoli per legami con Marco Milanese, e che potrebbe avere "favorito o gestito i guadagni illeciti di Ponzellini, procurandosene al contempo di propri". Direttamente interessato al business delle macchine da gioco, Cannalire e’ stato socio fino all’ottobre scorso della Jackpot Game srl con una quota del 33,3% ceduta poi alla Finanziaria Cinema di Marco Dell’Utri, figlio del senatore Pdl Marcello. Al centro dell’inchiesta, il finanziamento da 148 milioni da Bpm ad Atlantis/BpPlus, "un finanziamento che – scrivono i pm – appare incomprensibile, sia secondo i canoni di buona amministrazione sia, piu’ gravemente, secondo le regole della disciplina in materia di riciclaggio".

Vincendo una gara nel 2004, Atlantis si e’ garantita l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams) e quindi la gestione delle concessioni in materia di giochi d’azzardo. Titolare effettivo di Atlantis e’ Corallo, attraverso una societa’ capofila nelle Antille Olandesi, paese off shore che gli consente di portare i suoi ricavi fuori dall’Italia. Ponzellini si sarebbe impegnato "personalmente in maniera del tutto anomala" per fare ottenere questo finanziamento" e avrebbe usato – e’ l’ipotesi dei pm – la banca per scopi personali e per ottenere guadagni illeciti. Oltre che sul denaro versato ad Atlantis, l’attenzione dei pm e’ rivolta anche ad altri finanziamenti, concessi dalla banca – e’ scritto nel decreto – "indipendentemente dalle ragioni di merito creditizio o addirittura in contrasto con esse". 

Bpm: inchiesta Ponzellini, da pm accertamenti in societa’ Dell’Utri La procura di Milano ritiene che le due societa’ M2 Holding e M2 Pictures, tra i cui consiglieri figurano Antonio Cannalire (indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla Bpm) e Marco Dell’Utri (figlio di Marcello) debbano essere oggetto di approfondimenti di indagine. "La reale natura delle due societa’ appare alquanto sospetta e da approfondire con le indagini", sono le parole usate dai pm di Milano Roberto Pellicano e Mauro Clerici nel decreto di perquisizione per gli uffici dell’ex presidente della Banca Popolare di Milano Massimo Ponzellini, del suo collaboratore Antonio Cannarile e della societa’ BPlus-Atlantis. Inoltre, precisano i pm, una delle due societa’ di cui sono consiglieri Dell’Utri, Cannalire e La Monica "gode di affidamenti da parte di Bpm". 

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