Bossi e la Lega? Il vero scandalo è il finanziamento ai partiti – di Marco Zacchera

Le cronache giudiziarie imperversano su Umberto Bossi e il suo entourage – meglio noto come “Cerchio Magico” – che entra nel consueto tritacarne mediatico, mentre emergono dettagli di ordinaria meschinità. Non valuto nel merito la vicenda (anche se sottolineo che, dimettendosi, Bossi ha dimostrato molta più serietà di altri leader politici), ma comprendo e leggo lo smarrimento e lo sconforto negli occhi di molti militanti leghisti che per il loro partito hanno dato tutto. E’ lo stesso smarrimento che vedevo negli scritti di A.N. quando uscivano le brutte vicende di Montecarlo, così come in tanti militanti della sinistra quando leggono le vicende dei fondi della ex Margherita o degli “affari” che i dirigenti del PD sembrano aver avuto in tante parti d’Italia.

Questo è il vero scandalo: vertici di partito e amministratori pubblici che truffano e tradiscono le coscienze prima ancora che fregarsi i soldi o i beni del proprio movimento politico, ed alla base di molte vicende squallide c’è sempre, ricorrente, lo scandalo dei finanziamenti pubblici a partiti e movimenti (molti dei quali veri e propri fantasmi, come certi giornali di partito che tuttora costano centinaia di euro a copia e non li legge nessuno) che non danno rendiconti credibili e in passato hanno ricevuto borsate di soldi per rimborsi elettorali senza neppure averli spesi.

Ricordo con nostalgia e rimpianto le campagne elettorali degli anni ’70 quando al MSI non avevamo un centesimo e la campagna elettorale era finanziata con le cambiali firmate da Almirante che ogni dirigente periferico doveva andare a scontarsi o anticipare per conto suo se voleva far appiccicare i manifesti.

Quante volte, in tempi non sospetti, ho scritto che – anzichè dare finanziamenti pubblici a pioggia a tutti i partiti – sarebbe molto meglio rendere meno cara e più trasparente la pubblicità in campagna elettorale  (spot, spese postali, manifesti) e soprattutto non violare lo spirito di un referendum che a larghissima maggioranza aveva detto “stop” al finanziamento pubblico ai partiti. Ma ancora una volta – come per la RAI o la responsabilità civile dei Magistrati – il volere popolare non conta nulla.  Adesso tutti hanno scoperto lo scandalo dei fondi ai partiti, ma perchè – anche nelle recenti norme finanziarie – si sono massacrati (quasi) tutti gli italiani ma non si sono tagliati questi fondi?  E’ una ulteriore, profonda tristezza vedere che proprio in anni di progressiva crisi economica per tanta gente c’è chi ha sopraffatto e sprecato, rubato e sporcato la Politica in modo ignobile.

*già deputato PdL, sindaco di Verbania

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