Boschi spendacciona, 304 mila euro per rinnovare gli uffici della presidenza del Consiglio

Se la notizia è vera, non ho alcun motivo di dubitarne, il disgusto verso le istituzioni sgrassatrici e spendaccione va oltre ogni limite. Alla faccia degli italiani che non arrivano a fine mese

Maria Elena Boschi

Questa mattina, 25 maggio, aprendo un giornale per un attimo ho avuto l’impressione di vivere in un paese ove il denaro, specialmente quello pubblico, trabocchi dalle casseforti e, pertanto, deve essere buttato al macero.

Questo mio disorientamento è stato causato dall’articolo di Pasquale Napolitano dal titolo “la Boschi non bada a spese per il look di Palazzo Chigi” e con il sottotitolo “Un decreto autorizza l’esborso di 304 mila euro per rinnovare gli uffici della presidenza del Consiglio”.

Se la notizia è vera, non ho alcun motivo di dubitarne, il disgusto verso le istituzioni sgrassatrici e spendaccione va oltre ogni limite e, per innata signorilità, non uso aggettivi che potrebbero, dico potrebbero, far appena arrossire.

Cito solo tre episodi, inerenti all’attenzione di questo stato al futuro, in particolare a quello delle scuole: nell’inverno appena trascorso alcune di esse sono state chiuse, poiché mancavano i fondi per il riscaldamento, altre sono fatiscenti ed ogni tanto ci scappa qualche incidente anche grave; in altre ancora, per mancanza di fondi, come documentato da Striscia la Notizia, non funziona il servizio mensa.

Non enumero altri vergognosi episodi, dal terremoto alle pensioni da fame solo perché dovrei scrivere per delle ore.

La notizia odierna mi fa riflettere sul perché esiste il servizio di scorta per i “potenti “, che a mio modesto avviso in un periodo di crisi e di insicurezza per i cittadini dovrebbe essere limitato solo al Capo dello Stato, in modo da ricuperare molte risorse da destinare alla sicurezza di tutti, ed il motivo potrebbe essere semplicemente che i potenti non hanno paura dei mascalzoni, ma dei bombardamenti a base di ortaggi e di frutta che riserverebbero loro gli onesti contribuenti che, oltre che sgrassati dalle tasse, sono quotidianamente presi in giro dalle loro facce di circostanza e delle solite litanie a base di false promesse.

A pensarci bene, però, con quel che costa la frutta e verdura i “potenti” avrebbero in tal modo i prodotti della terra gratis; praticamente un nuovo benefit.

Si potrà obiettare che la pubblica amministrazione è infarcita di regolamenti e di capitoli di spesa e, pertanto, è come una scatola chiusa nella quale o è così o così. Rispondo che sempre deve prevalere il buon senso e l’orgoglio di guadagnarsi lo stipendio e, pertanto, quando ci sono delle necessità si deve trovare il giusto modo per evitare lo sperpero per far fronte alle esigenze, e, se non lo si fa, allora che vengano i suddetti bombardamenti oppure che gli incapaci e/o i poco diligenti se ne vadano a casa.