Borse deboli dopo Fed, Spagna non basta. Spread a 420

Traders watch their screens at the stock market in Frankfurt, Germany, Tuesday, Nov.1, 2011, where the German stock index DAX went under 6000 points. The Greek government shocked financial markets with news that it would put its cost-cutting plan to a popular vote, which could lead the country to default on its debt.(AP Photo/Michael Probst)

Giornata fiacca per i mercati europei, alle prese con il taglio delle previsioni di crescita Usa annunciato ieri dalla Fed e con la prospettiva di un possibile prossimo rallentamento anche della gigantesca economia cinese. Ad eccezione di Milano, indebolita sul finale, ma comunque positiva, le altre Borse del Vecchio Continente non sono riuscite ad ingranare la marcia, archiviando in negativo una giornata caratterizzata, oltre che dalle parole di ieri sera di Ben Bernanke, anche dall’asta spagnola e dai dati americani sulle richieste di sussidio di disoccupazione, diminuite ma non quanto i mercati si attendevano. Il numero uno della Fed l’aveva del resto appena annunciato: i progressi nel mercato del lavoro hanno rallentato il ritmo e l’economia americana crescera’ quest’anno meno del previsto. I dati arrivati da Washington hanno quindi confermato un messaggio gia’ piuttosto chiaro, evidenziando che la scorsa settimana le richieste di sussidio sono diminuite di 2.000 unita’, contro il piu’ consistente calo di 3.000 atteso dagli analisti.

Numeri che hanno appesantito un’Europa gia’ incerta e in cerca di direzione, anche di fronte ai risultati dell’asta spagnola. Madrid e’ riuscita a fare il pieno, vendendo bond a scadenza 2014, 2015 e 2017 per 2,22 miliardi, piu’ del target massimo di 2 miliardi fissato dal Tesoro, ma ha dovuto offrire rendimenti decisamente piu’ alti. Il tasso medio del biennale e’ balzato al 4,706% dal 2,069% di marzo; quello del 5 anni al 6,072% dal 4,96% di maggio e quello del 3 anni al 5,547% dal 4,876%.

Li’ per li’ e’ stata la buona domanda a prevalere, con un impatto positivo sia sui bonos (scesi ad un minimo di 485 punti) che sui btp italiani (arrivati sulla soglia dei 400 punti), ma che nel corso della giornata gli esiti dell’asta non sono riusciti comunque a convincere i mercati fino in fondo. Nel pomeriggio l’allarme su un possibile taglio del rating di 17 banche internazionali da parte di Moody’s ha infatti respinto gli spread verso l’alto (a 420 l’italiano e a 500 lo spagnolo) e depresso le Borse. La prima a cedere e’ stata Londra, che ha archiviato la seduta a -0,99%, seguita a cascata anche dalle altre principali piazze (Francoforte -0,77%, Parigi -0,39%), in attesa non solo dell’Eurogruppo di stasera ma anche dei risultati degli stress test sulle banche spagnole.

I dati, resi noti a Borse chiuse, hanno dimostrato che i 100 miliardi di euro di prestito accordati dall’Unione europea sono piu’ che sufficienti a ricapitalizzare le banche iberiche che avranno bisogno di un massimo di 62 miliardi.

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