Borsa, Crolla Piazza Affari: alto rischio default per l’Italia

A trader sits in front of screens showing the German DAX index in Frankfurt am Main on November 1, 2011 at the German Stock Exchange. Germany's blue-chip DAX 30 stocks index sank more than 5.0 percent in midday trade amid turmoil set off by the shock announcement of a Greek referendum on last week's EU debt rescue package. AFP PHOTO / FRANK RUMPENHORST GERMANY OUT

Giornata nera per la borsa di Milano, la peggiore di tutta Europa. Piazza Affari è in caduta libera, e nel primo pomeriggio arriva a cedere oltre 7 punti. Sempre più alto il rischio default: il differenziale (spread) di rendimento tra Btp italiani a dieci anni e Bund equivalenti della Germania è salito a 452 punti base, stabilendo un nuovo massimo storico.

Raffiche di sospensioni a Piazza Affari: Intesa Sanpaolo e Unicredit  vengono trattati in asta di volatilità con ribassi teorici del 14,4% a 1,1 euro per Intesa e dell’11,5% a 0,75 euro per Unicredit. Monte Paschi perde il 9,4%. Fiat a sua volta accusa un -8,7%, Fiat Industriali -13%, Finmeccanica -8%, Mediaset -7,3%.

In Europa Francoforte cede il 5,62%, Parigi il 5,3%, Madrid il 4,9%. Limitano i danni Zurigo (-3%) e Londra (-3,3%).

Dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti, Wall Street ha aperto in forte calo sulla scia delle borse Ue.

Giacomo Vaciago, economista, commenta così ciò che sta succedendo: “I mercati oggi hanno chiaramente detto che l’Italia e’ senza governo; quanti giorni il governo ci mettera’ a capirlo non lo so. Potrebbe metterci un mese o un anno e quindi potremmo subire altri pesanti danni”. “I mercati sono delusi: sono delusi, si aspettavano delle risposte, dopo la lettera inviata da Bruxelles il 5 agosto. E invece è aumentata solo la litigiosità del Paese”. Tuttavia, “sbaglia chi dice che a questi tassi non ce la faremo mai, basta che le famiglie riducano i consumi, che consumino i risparmi e che accettino progressivamente l’impoverimento. Se gli italiani continuano a fare sacrifici, possiamo andare avanti ancora degli anni, costringendo però i nostri figli a lasciare questo paese perché non ci sarà più futuro”.

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