Bonifici dall’estero, 20% di trattenuta – di Emanuele Esposito

Dal 1 febbraio 2014, 20% di trattenuta sui bonifici bancari provenienti dall’estero. Per le associazioni di categoria e per i consumatori questi soldi trattenuti rappresentano un vero e proprio abuso di potere. Adusbef e Federconsumatori chiedono il ritiro immediato della circolare ministeriale e esemplari sanzioni per gli artefici del “papocchio”. I partiti e i rappresentanti degli Italiani all’estero cosa hanno fatto?

Qualcuno in queste ultime ore di politica scellerata va farneticando che per fortuna ci sono loro a pensare agli italiani nel mondo, ma più passa il tempo e mi più mi convinco che la rappresentanza degli Italiani nel mondo sia solo uno spreco di risorse economiche e anche umane. Non entro nel merito della circolare che e’ entrata in vigore dal 1 febbraio, anche perché io non sono un economista e ci capisco poco su queste cose, ma una cosa ho capito: ogni volta che manderò i soldi in Italia a qualche parente mi tratterranno il 20% obbligatorio su tutti i bonifici; ritenere che tutti siamo evasori a prescindere vuol dire che siamo in dittatura economica.

Molti Italiani all’estero ogni mese inviano somme di denaro a parenti e in questi ultimi anni il fenomeno e’ cresciuto: ecco perché hanno pensato a questa norma, chi invia soldi in Italia, come capita spesso a me, e’ per dare una mano a parenti e amici che in questa fase economica sono in difficoltà. Se togliamo anche questa risorsa vuol dire che vogliamo far continuare i suicidi.

Ricordiamo che tale “rapina” si applica su tutti i bonifici, per non sbagliare e portarsi avanti con i lavoro, poi si vedrà! Cari Illustri Parlamentari eletti all’estero, questa cosa vi è sfuggita?

In sintesi la circolare “Il prelievo va in ogni caso effettuato, indipendentemente da un incarico alla riscossione, a meno che il  contribuente non attesti,  mediante una autocertificazione resa  in forma libera, che i flussi non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi derivanti da investimenti all’estero o da attività estere di natura finanziaria. L’autocertificazione può essere resa in via preventiva e riguardare la generalità dei flussi che saranno accreditati presso il medesimo intermediario, salva contraria specifica indicazione da parte del contribuente. 

Ai  fini  del  corretto  adempimento  dei  predetti  obblighi  di  sostituzione  tributaria,  il contribuente  deve  fornire  ogni  utile  informazione  per  individuare  l’eventuale  natura reddituale del flusso nonché la fattispecie e la relativa base imponibile. In mancanza di tali informazioni,  le ritenute  o  le  imposte  sostitutive  vanno  applicate  sull’intero  importo  del flusso ricevuto in pagamento.

Per le persone fisiche titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo si presume che i flussi finanziari siano derivanti dall’esercizio di tali attività, salva indicazione contraria da parte dei medesimi contribuenti.  L’intermediario comunica le posizioni  per le quali non sia stato applicato il prelievo alla fonte”.

Immagino le incombenze “burocratiche” a cui dovrà sottoporsi la vecchietta aiutata con rimesse dal figlio emigrato all’estero, o il giovane che riceve un regalo – non preannunciato –  dallo zio d’America.