Bimbo morto in pedalò, arrestata madre per omicidio volontario

Lo scorso 9 agosto Federico Cassinis, un bambino di soli 16 mesi, moriva annegato a Porto Ercole, nelle acque della Feniglia, durante un’escursione in pedalò insieme alla propria madre. Dopo diverse indagini, la svolta: la mamma di Federisco è stata arrestata ieri, accusata di omicidio volontario. Sarebbe stata proprio lei – Laura Pettenello, 45 anni -, secondo gli inquirenti, ad uccidere il bimbo. Il marito, Lorenzo Cassinis, 49 anni, noto commercialista con studio a Roma e a Milano, è accusato di favoreggiamento da parte dei magistrati.

Quel 9 agosto Laura era da sola con Federico, gli altri due bambini erano a casa con la baby sitter, il marito a Roma per l’ultimo giorno di lavoro.

L’arresto della donna suscita diverse domande: ha davvero voluto uccidere suo figlio? E per quale motivo? Federico, secondo quanto si apprende da fonti inquirenti, era un bambino sano. Il piccolo, 16 mesi, non aveva alcun problema di salute secondo quando risulta dagli accertamenti. Cos’è successo allora?

Una possibile risposta arriva da Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta: "L’atto di uccidere il proprio figlio per una madre equivale a uccidere se stessa. E’ come se scaricasse sul figlio il suo desiderio di morire". "Si tratta di madri che agiscono secondo trasfigurazioni e immagini distorte della realta’, credono che ammazzare il figlio sia un modo per liberarlo da uno stato di malessere. Spesso – spiega Parsi – queste persone hanno gia’ dei traumi che provengono dalla famiglia d’origine o che si sono prodotti all’interno del nuovo nucleo familiare, traumi che con gli scompensi provocati dalle gravidanze si acuiscono. Molte delle donne coinvolte in episodi cosi’ gravi sono gia’ alla seconda o terza gravidanza".

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