Berlusconi sui campi di concentramento dovrebbe chiedere scusa – di Margherita Genovese

(FILES) -- A file photo taken on October 22, 2010 shows Italian Prime Minister Silvio Berlusconi looking on during a press conference in Rome's Palazzo Chigi. Berlusconi braced for a humiliating court hearing on April 10, 2014 that will result in the three-time former prime minister temporarily losing freedom of movement although avoiding prison time. AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE

Silvio svicola: o deraglia? A proposito della frase incriminata che recita  così: "Per i tedeschi i campi di concentramento non sono mai esistiti", e che ha suscitato reazioni piccate in tutta Europa, l’ex Cavaliere, antico e imperterrito manipolatore di parole, reagisce a modo suo. La sinistra specula, dice, e lui è amico degli ebrei.

Che la sinistra possa avvantaggiarsi dell’ennesima gaffe che fa tornare alla memoria, purtroppo per Forza Italia, i tempi in cui perfino lo spread risentiva dei comportamenti e delle frasi che l’allora premier regalava ai partner europei, ci sta, e possiamo riconoscere a Berlusconi il sacrosanto diritto di rimarcarlo. Ma il resto? Che c’azzecca? Che lui voglia bene agli ebrei cancella la pericolosità dell’affermazione? Ci chiediamo se sia il solito modo di cambiare le carte in tavola (Ruby era nipote di Mubarak?) o piuttosto il segno di una lucidità quanto meno appannata?

Quale nesso logico tra le parole offensive contro i tedeschi e il voler bene agli Ebrei?

La sparata sui lager va a colpire direttamente i tedeschi, notoriamente ipersensibili su questo argomento. Ad Auschvitz, a Dachau, al Museo della Shoah a Berlino i tedeschi curano con particolare attenzione i monumenti e i documenti del crimine nazista, mantenendone la memoria e aprendo a migliaia di visitatori la testimonianza delle crudeltà perpetrate da quella tragica esperienza di popolo. Vogliono riscattarsi, vogliono mostrare al mondo che non rinnegano la Storia, prendendone al tempo stesso le distanze e forgiando le nuove generazioni alla cultura della pace e del rispetto per tutti gli uomini.

In un momento in cui capipopolo e demagoghi cavalcano la tigre dell’antieuropeismo e del rancore contro la Germania del rigore e dell’austerità, ci sembra irresponsabile e pericoloso fomentare sentimenti che i nostri Padri Costituenti hanno voluto reprimere proprio auspicando un’Europa unita e pacifica.

Berlusconi a furor di popolo è considerato ancora un abile comunicatore, ma quando si incarta su sillogismi quanto meno discutibili e dagli effetti deleteri per il bene comune, dovrebbe riconoscere l’errore e avere  l’umiltà di rettificare e chiedere scusa.

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