Berlusconi spiato, Pessina (Fi): ‘Fu complotto, democrazia uccisa’

“Le ultime rivelazioni targate Wikileaks sullo spionaggio alleato ai danni di Silvio Berlusconi hanno dell’incredibile, ma non ci sorprendono più di tanto. Non è infatti la prima volta che si scoprono cose del genere sugli 007  americani, abituati a quanto pare ad appoggiare l’orecchio anche dove non dovrebbero. ‘Taci, l’amico ti ascolta!’, ci verrebbe da parafrasare con un certo sarcasmo, se non ritenessimo gravi e scandalose le intercettazioni scoperte ai danni dell’allora presidente del Consiglio, costretto a lasciare palazzo Chigi – lo ricordiamo – senza mai essere stato sfiduciato dal Parlamento”. Così il senatore Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia.

“La tesi del complotto – prosegue Pessina – torna prepotentemente alla ribalta e richiama l’attuale premier nonché l’intero Parlamento a chiedere ufficialmente che si faccia chiarezza e che si diano spiegazioni valide senza mistificazioni di sorta. E’ stato tutto un piano, interno e internazionale, per sabotare Berlusconi? E le risatine d’intesa tra Sarkozy e la Merkel nella famosa conferenza stampa nascondevano trame oscure? Ha fatto bene Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Fi, a chiedere subito una commissione d’inchiesta parlamentare, e fa bene il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, a picchiare duro e a mantenere alta l’attenzione sul caso. Su tutta questa vicenda si deve andare a fondo”.

“Berlusconi doveva cadere. Gli alleati fingevano amicizia mentre decidevano di fermarlo per questioni di potere, facendolo logorare dalla stampa internazionale e dagli avversari politici interni, che non erano stati capaci di batterlo politicamente. Le rivelazioni di Wikileaks – conclude il senatore – confermano quanto il nostro Presidente ha ribadito più volte negli ultimi tempi: in Italia la democrazia sta scomparendo, è stata uccisa da forze occulte che non hanno mai smesso di manovrare sui destini del mondo”.