Berlusconi, settimana di fuoco – di Gabriele Polizzi

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sembra essere, secondo molti osservatori, più in bilico che mai. La crisi economica ha fatto male all’Italia, i mercati internazionali guardano con scetticismo al nostro Paese, l’Europa ci considera solo quando le fa comodo, nonostante lo Stivale sia fra i primi contribuenti della Ue. Cosa sta accadendo in Italia? Semplice: il Cavaliere ha perso la forza, il carisma, e forse anche la voglia di fare e di vincere che aveva negli anni scorsi. E’ finita un’epoca, lo si avverte nell’aria già da un pezzo.

Quante volte abbiamo sentito, anche nel recente intervento del neosegretario Alfano, che per rilanciare il partito come si deve è necessario ritornare allo spirito del ’94, quando Berlusconi scese in politica e stravinse le elezioni? Già, il ’94. Peccato, però, che Silvio non sia più lo stesso di allora. Non può esserlo, il tempo passa anche per lui. E lo sputtanamento degli ultimi mesi ed anni, con le escort, le minorenni, i processi, pesa sulle sue spalle; come gli pesa certamente il mega risarcimento che ha dovuto dare alla Cir di De Benedetti, suo arcinemico. Eppure, resterà deluso chi crede che le avventure sessuali o le disavventure giudiziarie del premier italiano avranno il potere di rovesciarlo. Siamo in Italia, dove i difetti del Cav sono sempre scivolati addosso agli italiani, che hanno mostrato indifferenza totale ai suoi guai. E hanno continuato a votarlo. Almeno fino alle ultime amministrative, che hanno visto avanzare la sinistra. Ma le elezioni amministrative non sono le politiche. Non è detto quindi che nel 2013 la sinistra riesca a strappare la vittoria. Anche perchè Angelino Alfano promette bene, e ha già cominciato a lavorare per riorganizzare il PdL.

Berlusconi è sempre stato un uomo di successo nella vita. Un self made man, uno che si è fatto da solo. Certo, dalla sua parte ha avuto l’opportunità di avere relazioni importanti, a livello politico e non solo. Ma è stato lui ad essersele costruite col tempo. La capacità di relazionarsi con persone di potere, è sempre stata la sua arma vincente. Ora che il potente è lui, però, ha intorno molte mezze calzette e solo qualche vero cervello. Gianni Letta è uno capace, per esempio. Paziente. Uomo di mediazione, sa ascoltare e valutare con attenzione i fatti e le persone. Ma non può bastare un Letta per salvare Silvio, questa volta.

Questa volta c’è davvero da stare attenti. Domani ascolteremo il Cav parlare alla Camera e poi al Senato, e speriamo davvero che non venga fuori con la stessa tiritera di sempre. Una volta ogni tanto, concordiamo con Bersani: basta favole. Basta annunci, promesse al vento, spot. Qui c’è un Paese che ha bisogno di un governo solido e capace, e anche se gli italiani in questo periodo se ne fregano altamente di ciò che fa o non fa Berlusconi – con le vacanze di mezzo, è anche comprensibile che vogliano riposare un po’ il cervello e staccare da tutto, in particolare da questa politica sempre più stressante -, i cittadini sono stanchi di dovere essere sempre loro a dover risolvere gli errori di chi governa.

Silvio Berlusconi ha avuto sempre un gran feeling con gli italiani, prima come imprenditore e poi come politico. Col tempo, tuttavia, sono cresciuti gli haters, gli odiatori di professione, quelli che "va bene chiunque al governo, basta che non sia il Caimano"; poi ci si è messo Fini a mettere il premier in ulteriore difficoltà. Come se non bastasse, la Lega fa i capricci e, se pubblicamente dice che con Silvio e il PdL va tutto bene, sotto sotto sembra guardare già al dopo-Berlusconi.

Domani e giovedì saranno giornate molto importanti. Forse proprio da questa settimana dipendono le sorti del Governo. Certo è che se Berlusconi dovesse davvero cadere, noi saremmo contrari a qualunque governo di transizione o istituzionale che dir si voglia. Se il Governo crolla, elezioni subito.

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