Berlusconi, Salvini, Alfano: spezzatino centrodestra – di Marco Zacchera

Mi pare che il centro-destra italiano sia da tempo ricoverato in rianimazione, e che purtroppo dia solo contraddittori segnali di vita. E’ destra quella di Matteo Salvini che è indubbiamente “l’uomo nuovo” dello schieramento, ma che deve avere il coraggio di andare anche al di là degli slogan. Per essere leader bisogna avere idee “nazionali”, analizzare più seriamente i problemi e proporre soluzioni che – se rigorose – magari faranno perdere oggi qualche voto di protesta qualunquista, ma daranno spessore a una alternativa politica. Un esempio l’atteggiamento sull’euro che va affrontato con grande preparazione e serietà, non solo con le battute da piazza.

La Lega (bene se riesce a mettersi insieme a Fratelli d’Italia) ha in mano degli argomenti micidiali di propaganda legati al non funzionamento dello Stato, alle evidenti ingiustizie territoriali, ad una fallimentare politica dell’immigrazione, al peso burocratico: tematiche “pesanti” e sulle quali tutto il centrodestra dovrebbe ritrovarsi. In questo senso la sciagurata lite in corso nel Veneto con Tosi è una assurdità, perché il sindaco di Verona è una persona in gamba, che non va persa per strada, ma nello stesso tempo deve avere la forza di capire che è un delitto sfasciare tutto e qualche volta serve anche una rinuncia.

E’ ancora “destra” Forza Italia o – meglio – esiste ancora Forza Italia? Trovo inaccettabile e stupido che siano di fatto espulsi dal partito tutti quelli (e sono sempre di più, come localmente è successo con il sen. Valter Zanetta) che vedono in Fitto una possibilità di rilancio. Lasciamo perdere la democrazia interna che in FI è sempre stata un optional, ma come dare torto a Fitto quando chiede elezioni primarie interne a tutti i livelli dalla base fino al vertice? Un partito non può essere una caserma dove comanda solo un generale, tanto più se il “Generalissimo” è ormai anziano, oltre ad avere altri “problemini”.

Ma possibile che una persona intelligente come Silvio Berlusconi queste cose non le capisca e non lavori per creare rincalzi seri dopo di lui, con FI che viene danneggiata da atteggiamenti contraddittori ed ondivaghi nei confronti del governo? Un Berlusconi che merita peraltro anche solidarietà, perché quello che gli stanno facendo dal punto di vista giudiziario è assurdo e decisamente sospetto. Proprio quando finisce di lavorare ai servizi sociali, immediatamente scattano nuove accuse e si va avanti con il “Ruby ter”, mentre da Bari vengono maliziosamente diffusi spezzoni di telefonate del 2008 (!) in offesa a qualsiasi principio giuridico e diritto alla privacy e alla difesa.

Frasi censurabili dal punto di vista morale, sicuramente, ma che sembrano senza grandi risvolti penali; e allora perché nessuno interviene per bloccare queste piccanti quanto becere fughe di notizie? I vertici della magistratura italiana non si rendono conto che certi fatti sottolineano solo come la legge non sia uguale per tutti e discreditano tutta la categoria che appare vergognosamente piegata alla politica?

Vale anche per l’informazione: dove sono finite le inchieste sulla mafia di Roma Capitale? E perché – per esempio – tutto tace sul padre di Renzi e l’“affare” delle banche popolari? Ecco come si creano o si nascondono i mostri a seconda della convenienza.

Quanto è triste poi la diaspora degli ex di Alleanza Nazionale che non riescono a riorganizzarsi, vittime di troppe faide interne tra gruppi ed ex colonnelli rimasti senza esercito e credibilità? Ma perché non ripartire seriamente dalla “Fondazione” per tentare di ricostruire almeno un mondo umano, una “riserva di idee”, una base di dialogo dove riproporre ideali che non possono essere distrutti e calpestati né dal tempo né da una storia recente che ha umiliato migliaia di militanti e milioni di elettori?

Purtroppo non è invece certo più “destra” il “Nuovo Centrodestra” di Alfano, di cui non si capisce più una linea se non quella di resistere, resistere, resistere al governo in attesa di improbabili tempi migliori. E’ vero che Ncd “frena” Renzi su alcune materie, ma alla fine fa proprio il gioco del premier che così si ammanta di moderatismo.

Certo che con questi “avversari” Matteo Renzi potrà proseguire tranquillo per i prossimi vent’anni, anzi, se riesce a liberarsi da un po’ di zavorra e a far nascere un partito alla sua sinistra il leader del centrodestra – con i suoi atteggiamenti anti-sindacali, molta demagogia, indubbio coraggio contro le fronde interne e giocando in fondo sugli equivoci di iniziative e slogan piuttosto trasversali, perché di semplice buon senso – vedrete che lo farà direttamente lui.

*ex deputato PdL, già sindaco di Verbania

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