Berlusconi? Quando un amore finisce è per sempre – di Margherita Genovese

L’ho amato e l’ho difeso ai tempi grevi delle denunce mediatiche di Veronica Lario. La vita privata è sacra e i panni sporchi si lavano in famiglia. Ma quando le intercettazioni hanno svelato le troppe debolezze dell’uomo e il suo modo surreale di considerare care amiche da aiutare quelle volgari ricattatrici che di lui facevano scempio nelle loro conversazioni femminili, mi sono resa conto che Veronica aveva visto giusto e che Silvio Berlusconi, il mio amato leader, era un poveruomo, né più né meno di qualsiasi vecchio sporcaccione che rimbambisce dinanzi alla gnocca e si fa usare dalle più scafate. Che tristezza!

Da quel momento la caduta è stata rapida e ineluttabile e non sarà certo una sentenza postuma (!) a riabilitare ai miei occhi un personaggio da fumetto i cui limiti sono chiari a tutte le donne degne di tale nome e che non ha più niente da dirci. Le donne non perdonano, e non credo che le nonne possano essere la riserva aurea del partito di Forza Italia. A meno che non si alluda alle signore malate di Alzheimer che il nostro peccatore ha mostrato di apprezzare negli ultimi tempi. Solo chi ha dimenticato può servire alla nuova causa. Troppo grande è stata la delusione.

Lo stesso entusiasmo dei cortigiani che si illudono di ripartire appare scenetta da cabaret a chi sa bene dove sono finiti i voti degli elettori moderati: molti da Renzi, meno consistenti da Alfano, che comunque ai miei occhi risulta ben più perspicace e coerente di come viene descritto dai detrattori di parte. La politica è mediazione e Alfano svolge questo ruolo con un certo successo. A me piace, come mi piace Quagliarella con i suoi interventi sobri e discorsivi. Fanno bene tutti e due a tenersi ben distinti da Salvini e dalla deriva populista. E a cercare in Tosi un possibile alleato.

Berlusconi è politicamente finito, e l’umiliazione di sottostare ai diktat della Lega ne segna il traguardo. Ascolti piuttosto Verdini, se vuole ancora avere una particina nel prossimo film che Renzi sta preparando sulla Rai. Le imprese di famiglia ne avranno bisogno.

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