Berlusconi: L’Italia ce la farà, nostre riforme coraggiose

Silvio Berlusconi ne è convinto: il BelPaese uscirà dalla crisi molto presto e sarà più forte di prima: “’L’Italia ce la farà. In questo momento e’ importante mantenere salda la maggioranza e il governo. E’ indispensabile con questa maggioranza realizzare in Parlamento le riforme”. Il presidente del Consiglio a colloquio con Maurizio Belpietro durante “La Telefonata” su Canale 5 rinnova l’appello alle opposizioni a collaborare per il bene del Paese.  Lo dice Silvio Berlusconi a ‘la telefonata’ su canale 5. E’ necessario andare avanti a governare: “In Europa abbiamo portato un pian preciso con un calendario di impegni che e’ un programma per i prossimi 18 mesi di governo. E in Europa non c’e’ stata una sola voce discordante sul nostro piano”. Quelle che metteremo in campo saranno “riforme coraggiose”, per questo l’Italia non ha nulla da temere. Ora c’è bisogno di stabilità: "Con la Lega c’e’ un’alleanza solida, destinata a durare, anche perché non esiste in Italia un’alternativa politica credibile. La Lega si e’ sempre comportata come un alleato affidabile, e abbiamo sottoscritto un patto con gli elettori che ci porta a lavorare in questi 18 mesi per attuare tutti i punti del programma che abbiamo garantito all’Europa". “I rapporti con Francia e Germania non possono essere intaccati da un episodio spiacevole che peraltro la signora Merkel ha già voluto chiarire. Tutti lavoriamo per garantire un futuro solido all’euro”. Con la Francia, non dimentichiamoci che c’è di mezzo anche il caso Bini Smaghi che aumenta le frizioni: “Il problema non sono le mie dichiarazioni, ma il fatto che qualcuno pensi di potersi comportare in questo modo contro gli interessi dell’Italia”. "Confido nel senso dello Stato e della responsabilità che non mancano certo a Bini Smaghi – ha proseguito Berlusconi -. È una situazione sgradevole, sulla quale il governo non ha alcuna responsabilità, speriamo si sblocchi al più presto".

Il premier passa poi ai temi interni: “Far cadere il governo e aprire una campagna elettorale con un buco di governabilità di almeno sei mesi sarebbe un danno gravissimo per l’Italia e gli italiani. Non esiste alcun patto con la Lega per andare al voto nel 2012. Si tratta di invenzioni della stampa”, assicura il premier, che precisa: “’L’unico patto sottoscritto e’ quello con gli elettori, il solo che io riconosca”. Tutto il resto sono “invenzioni dei giornali” e “sogni dell’opposizione”.

Intanto la crisi in Italia si sente ancora, e in maniera pesantissima. I sindacati minacciano lo sciopero generale. Si rischia lo scontro sociale? “Il nostro obiettivo – spiega il Cavaliere – è incentivare le assunzioni, non i licenziamenti. Ci siamo impegnati a rendere più efficienti gli strumenti di sostegno al reddito. La strada è quella indicata al Senato da un senatore dell’opposizione: il giuslavorista Ichino. Per aumentare la competitività del Paese, anche lui prevede la riforma delle norme sui licenziamenti”.

Alle prossime elezioni politiche il candidato premier sarà scelto con le primarie: “Sarà un candidato che sceglieremo con un sistema elettorale sul modello dei partiti americani, che coinvolgono nella scelta della politica tutti i cittadini che desiderano partecipare”.

Per finire, la questione del nome del partito di cui si è parlato tanto sui giornali in questi giorni: Silvio è stanco del nome attuale, perché viene ridotto ad acronimo – PdL – e a lui non piace. "Popolo della Libertà è un nome scelto dai cittadini, e contiene due parole bellissime, ma l’acronimo PdL non commuove e non emoziona. Da questo e’ nata una riflessione su un nome che non sia sostituibile con un acronimo, come era Forza Italia, ma posso assicurare che non sarà Forza Silvio…". 

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