Berlusconi frena “il giovane comunista Salvini” e guarda al dopo voto [VIDEO]

Il Cav ha rivendicato la decisione di votare a favore del provvedimento ‘salva banche’ ma ha ribadito ancora una volta che il suo partito si comporterà sempre in modo "responsabile”, votando di volta in volta provvedimenti utili al Paese

Silvio Berlusconi bacchetta l’alleato Matteo Salvini durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa: ”Il giovane comunista Salvini rimane ancora saldamente ancorato in lui e molto spesso ha uscite non apprezzabili…”. Al Cav non è andata giù l’accusa di inciuci con il Pd lanciata dal leader della Lega. Al leader azzurro non sarebbe piaciuta nemmeno la voce su di una presunta telefonata tra il segretario di via Bellerio e Matteo Renzi per trovare un accordo sulla legge elettorale, scavalcando Fi.

Prima di partecipare alla conferenza stampa organizzata dal conduttore di ‘Porta a Porta’, l’ex premier in giornata aveva già lanciato due affondi contro il segretario del Carroccio durante la riunione con i parlamentari di Fi al Senato.

La prima stilettata per frenare la voglia di voto anticipato della Lega: questi che dicono di voler andare al voto subito senza fare prima una legge elettorale vuol dire che non capiscono, proprio non capiscono…. La seconda stoccata, raccontano, Silvio l’ha lanciata quando ha parlato del futuro di Fi: a noi interessa rafforzare le nostre squadre di Fi, non i lepenisti, pensiamo innanzitutto al nostro programma.


Il giudizio positivo sul governo e su Paolo Gentiloni, definito “leale e piu’ efficace di Renzi”, conferma l’intenzione di Silvio Berlusconi di mantenere aperto il canale di dialogo con il nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Anche se oggi sembra rallentare sull’aiuto incondizionato all’attuale governo. E guarda soprattutto al futuro ipotizzando una “grosse koalition”.

Berlusconi fi portaDopo il si’ di Forza Italia al cosiddetto ‘salva banche’ approvato dal Parlamento, il Cav non solo ha rivendicato la decisione di votare a favore del provvedimento ma ha ribadito ancora una volta che il suo partito si comportera’ sempre in modo “responsabile”, votando cioe’ tutti cio’ che puo’ andare bene al Paese anche se presentato dalla sinistra. Un atteggiamento pero’ che non ha nulla a che vedere con la riedizione di un nuovo patto del Nazareno. Ed e’ lo stesso Cavaliere a smentire l’idea che Forza Italia possa sostenere sempre il governo.

Una presa di posizione, dopo le grandi aperture di ieri, fatta soprattutto in chiave interna visti i malumori di una parte degli azzurri di fronte all’ennesimo cambio di strategia e che ha portato Fi a finire sotto il fuoco di fila di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Se e’ pur vero che gli azzurri resteranno all’opposizione, nei piani del Cavaliere c’e’ l’idea di rendere sempre piu’ solido il legame con il capo del governo a cui non mette una scadenza: “deve andare avanti finche’ non si fa la nuova legge elettorale”.

E’ la legge elettorale la partita che il Cavaliere intende giocare in prima persona sul piano politico. L’idea e’ che si faccia un’assemblea costituente composta da 50 politici e 50 eletti che si occupi delle riforme. Berlusconi e’ consapevole che la proposta non convince altre forze politiche ma insiste sulla necessita’ che si lavori alla modifica dell’Italicum. Bocciata l’idea di tornare al Mattarellum, nemmeno ad uno modificato in senso proporzionale, perche’ “la legge non rispecchia il sistema in cui siamo”.


L’unica soluzione insomma resta il proporzionale e per la precisione il sistema tedesco e la grosse koalition. E’ quella l’idea a cui continua a guardare il Cavaliere che resta freddo sull’idea delle primarie (“senza regole sono una farsa e lo dice anche Renzi”) che non avrebbero senso se prima non si conosce quale sia la legge con cui si andra’ al voto.


Berlusconi non scopre le carte sul suo futuro, almeno fino a quando non arrivera’ la sentenza della corte di Strasburgo, ma non rinuncia a delineare il profilo del futuro premier. Bocciati i giovani “in giro ci sono troppi che aspirano alla premiership”, Di Maio e di Battista ad esempio sono abili ma dalla mia esperienza ho capito che per governare il paese non c’e’ bisogno di un giovane, serve saggezza”. Un nome pero’ l’ex premier ce l’ha in mente ed e’ quello di Draghi “sarebbe un eccellente presidente del Consiglio”.

Berlusconi si dice inoltre favorevole al reddito di cittadinanza, “condividiamo la proposta dei grillini”, perché è l’unica soluzione – sostiene il Cavaliere – per aiutare davvero chi non ha alcun reddito e non ce la fa ad andare avanti.