Berlusconi figura chiave per ricostituzione centrodestra – di Antonio Gabriele Fucilone

Silvio Berlusconi riacquisterà l’agibilità politica, ma non potrà essere candidato ancora per molto tempo. Noi del popolo di centrodestra dobbiamo rassegnarci a non vederlo più come premier. Tuttavia, egli può avere ancora un ruolo importante: il ruolo di "federatore del centrodestra". Insieme al leader della Lega Nord Matteo Salvini, Berlusconi è la figura chiave per la ricostituzione del centrodestra. Forza Italia può essere rilanciata, facendole riacquistare la sua identità di partito liberale nelle politiche economiche e conservatore in quelle dei valori, nel solco delle migliori tradizioni di centrodestra, di cui fanno parte anche partiti come il Grand Old Party americano, il Conservative Party of Canada o il Liberal Party of Australia.

Prima di tutto, Forza Italia deve tornare a fare un’opposizione dura a Matteo Renzi. Un’opposizione può anche essere dura (quando serve), senza essere distruttiva, cosa che è invece l’opposizione del Movimento 5 Stelle. In secondo luogo, Forza Italia farebbe bene a ripensare anche alla sua collocazione europea. Nel Partito Popolare Europeo, Forza Italia conta poco. Il Partito Popolare Europeo è di fatto il fautore dell’attuale politica europea, che è disastrosa. Forza Italia dovrebbe dissociarsi e passare al gruppo dell’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei, un gruppo di moderati (di cui fa parte anche il Conservative Party britannico) ma critico verso l’attuale politica europea.

Per finire, Forza Italia deve cercare di mantenere i rapporti con la Lega Nord e Fratelli d’Italia e deve instaurare rapporti anche con partiti come il Movimento Associativo Italiani all’Estero. Riguardo al Nuovo Centrodestra, se non riuscisse a riportare all’ovile Angelino Alfano, Forza Italia dovrebbe attrarre a sé gli scontenti di quel partito, un partito che si dice di centrodestra ma che fa da stampella al centrosinistra. Serve un’azione forte per rilanciare questo centrodestra che deve battere la "macchina da guerra" di Renzi.

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