“Berlusconi è il miglior candidato del centrodestra”, Strasburgo permettendo

Tajani, “Berlusconi è ancora il numero uno”. Uno dei legali del Cav, "la battaglia è difficilissima ma vale la pena combatterla fino in fondo"

Silvio Berlusconi

Il miglior candidato del centrodestra resta Silvio Berlusconi. Ne è convinto Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, che a SkyTG24 dice: “Vediamo cosa decide la Corte di Strasburgo. Io continuo a dire che il migliore candidato del centrodestra si chiama Silvio Berlusconi. Lo dice anche un sondaggio del Corriere della Sera, e’ l’opinione che emerge tra gli elettori di centrodestra”.

Arriverà la sentenza positiva da parte della Corte di Strasburgo? L’avvocato Longo, uno dei legali del leader di Forza Italia, al Corriere della Sera spiega che per candidare il Cavaliere “la battaglia è difficilissima ma vale la pena combatterla fino in fondo”.

Il 22 novembre ci sarà l’udienza a Strasburgo davanti alla grande chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo. “La grande chambre – spiega Longo – è fissata per il 22 novembre ma per avere la pubblicazione della sentenza bisognerà attendere i tempi estenuanti della burocrazia europea”, “improbabile che il tutto avvenga entro il mese di febbraio del 2018”.

Longo spiega che “c’è una ragione politica, non solo italiana, che regolerà i tempi: perché si tratta di stabilire se un leader europeo, un ex premier, ha avuto una decisione conforme alla legge oppure no. Non è semplice il quesito da sciogliere”.

Berlusconi punta sulla riabilitazione che, se arrivasse prima delle elezioni, neutralizzerebbe gli effetti della ‘Severino’ consentendogli di candidarsi alle politiche 2018. “L’8 marzo del 2018 – spiega Longo – scattano i tre anni dal momento in cui è stata espiata la pena. Decide il tribunale di Sorveglianza di Roma, luogo di residenza di Berlusconi, ma anche qui non c’è certezza sui tempi”. Se fosse riabilitato, Berlusconi sarebbe quindi candidabile, spiega il legale, perchè “la Severino si applica ‘salvo che sia intervenuta la riabilitazione'”.

Intanto il Berlusca guarda avanti e continua a lavorare a testa passa al partito. Non si toglie dalla testa quel marchio “Rivoluzione per l’Italia”, che fa tornare sulle agenzie stampa Gianpiero Samorì, presidente del MIR, con una nota nella quale si spiega: “Abbiamo costituito il MIR, il movimento dei Moderati in Rivoluzione, ben cinque anni fa, dunque va bene la registrazione in Europa da parte del presidente Berlusconi del marchio “Rivoluzione per l’Italia”. “Ma – aggiunge Samorì – dobbiamo riempire questo termine di contenuti, perché c’è bisogno di rompere il sistema attuale e cambiare la classe dirigente. L’Italia ha bisogno di nuove idee per allinearla al resto del mondo, idee che devono poggiare su due assi portanti: il trasferimento di ricchezza dai ceti improduttivi ai ceti produttivi e il cittadino che non deve essere più servo ma il costante punto di riferimento della politica e delle Istituzioni”.

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