Berlusconi e gli animali da compagnia – di Leonardo Cecca

Da mesi siamo bombardati da espressioni come "il nuovo che avanza, rottamiamo, bisogna ringiovanire la politica" ed altre affermazioni che riguardano gli 80 euro pubblicizzati come se piovessero dal cielo e non fossero il frutto di nuove tasse.

A queste banalità ora si è aggiunta la commedia dei cedolini che sa solo di propaganda elettorale come l’espressione "un po’ di felicità per tutti" che mortadella usò nella campagna elettorale del 2006, felicità che poi si tramutò in una valanga di tasse.

Se andiamo al sodo, però, ci accorgiamo che è il vecchio che ha cambiato solo nome, come il PCI che ha subito, senza cambiare la sostanza, infinite metamorfosi nel nome. Le uniche e sostanziali novità le ha fornite, guarda caso, una persona di 77 anni, che lavorando sodo dal nulla ha costruito, in quanto in possesso di invidiabili capacità, un impero fonte di spregevoli invidie, cioè Silvio Berlusconi.

Ebbene, è il solo dei politici che ha sollevato seriamente il problema degli animali da compagnia, spesso unica fonte di affetto di anziani malandati e poveri, prevedendo per questi animali l’assistenza ed ha espresso la volontà di aumentare le pensioni minime.

Non si dica che Berlusconi fino ad oggi non ci aveva pensato, perchè è altrettanto vero che i vari politicanti di mestiere, perchè altro non sanno fare, fino ad oggi non lo avevano fatto e non è vero che non ci sono risorse perchè, purtroppo, esse sono in parte fagocitate dal magna magna.

Con fatture alla mano posso dimostrare che cure umane, in genere, presso centri di eccellenza mondiale tipo Mayo Clinic di Rochester, costano meno delle stesse cure presso un buon, ma solo buon centro, italiano e lo stesso dicasi per le cure veterinarie. Pertanto meno magna magna si può benissimo tradurre in maggiori benefici per tutti, soprattutto per gli aventi bisogno e non come la campagna elettorale degli 80 euro e le insulse esternazioni del comico genovese.

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