Berlusconi, Dall’Europa moniti e sogghigni – di Carlo Di Stanislao

Le facce, in primo tempo imbarazzate, poi francamente ironiche della Merkel e di Sarkozy, in risposta alla alla domanda di una “impertinente” giornalista francese circa la loro fiducia nel premier italiano Silvio Berlusconi, la dicono lunga sulla considerazione che i leader europei hanno nei confronti del nostro governo e del suo capo. La Merkel, subito dopo, si è affrettata a spiegare che la fiducia è “per l’insieme delle autorità italiane, le istituzioni politiche, economiche e finanziarie del paese", aggiungendo: "all’Italia servono misure per la crescita e per la riduzione del debito". Parole pesanti che richiamano il premier ai suoi doveri, in un clima di attesa che subirà certamente il giudizio dei mercati e che già ha innestato note polemiche in tutta l’opposizione, con UDC e centristi che, assieme al Pd, chiedono un governo di larghe intese per traghettare il Paese fuori dalla crisi e l’Idv che vuole invece elezioni subito.

Dal vertice Ue escono bocciati la sola Grecia e l’Italia ed è soprattutto il nostro Paese, con una manovra ancora allo stato di nebulosa, che preoccupa l’Eurozona. La Spagna, l’altro paese che, insieme all’Italia, era finora più minacciato dal contagio della crisi del debito sovrano, si è smarcata grazie a provvedimenti politici ed economici più che convincenti, mentre il “sempre promosso” (come lui stesso aveva detto dopo un incontro preparatore con la Merkel) Silvio Berlusconi ora è in una condizione reale di commissariamento. Anche Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, si è detto molto preoccupato della situazione italiana ed ha esplicitamente chiesto al premier Silvio Berlusconi di assumere entro i prossimi giorni, prima del vertice dei paesi dell’Eurogruppo fissato per mercoledì, decisioni in grado di rassicurare i mercati, avviare lo sviluppo e la riduzione del debito pubblico. Il presidente del Consiglio ha rassicurato sulle intenzioni del governo italiano e ha fatto riferimento alla necessita’ di riformare le pensioni (potrebbero essere innalzate per tutti a 67 anni) malgrado le perplessità di Umberto Bossi e della Lega. Berlusconi, con il volto più che adombrato, ha dovuto prendere atto già in serata dei richiami ed annunciato che già oggi potrebbe convocare un Consiglio dei ministri per rispondere alle sollecitazioni di Germania e Francia. Ma davanti a microfoni e telecamere rifiuta il paragone tra la situazione italiana e quella greca: ”Non c’e’ stato e non c’e’ rischio Italia”, dichiara con convinzione. E, ancora, fa balenare l’idea che, circa l’atteggiamento francese, esso potrebbe derivare dal caso creato da Lorenzo Bini Smaghi, che non si dimette dalla board della Bce per lasciare il posto a un esponente francese: ”Io non ho alcuna responsabilita’, noi gli abbiamo offerto dei posti prestigiosissimi e di responsabilita’ ma lui li ha rifiutati”. Circa l’immagine negativa che grava sull’Italia, dice che e’ responsabilita’ di ”una opposizione anti-italiana che per fare la guerra al governo diffonde pessimismo e disfattismo che vengono ripresi dai giornali di sinistra che vengono copiati all’estero". Ma, naturalmente, ci resta difficile credere che una solenne bocciatura pubblica, con sogghigno ironico aggiuntivo, derivi soltanto da questo.

Sulle misure da adottare con urgenza, Berlusconi si limita a fare riferimento alla riforma delle pensioni (”Non saranno toccate le pensioni di nessuno, bisogna però tener presente che la vita media in Italia e’ intorno agli 80 anni”) e alle dismissioni del patrimonio statale: ”Ho ribadito che il nostro obiettivo e’ arrivare al pareggio di bilancio nel 2013 ma si potrebbe ridurre il debito forse gia’ prima, ponendo sul mercato gli immobili del patrimonio pubblico". E naturalmente questa vaghezza agita gli animi ed i mercati.

Oggi Berlusconi dovrebbe assistere all’interrogatorio in videoconferenza da Londra, dell’avvocato Mills,  passato suo coimputato per corruzione in atti giudiziari. Ad annunciare la sua presenza in Tribunale sono stati i suoi legali, Niccolò Ghedini e Piero Longo, perchè, come è stato ripetuto più volte, il capo del Governo intende partecipare alle udienze che ritiene fondamentali per la sua difesa. E, oltre a domani, il processo sul caso Mills è fissato anche per venerdì, altro giorno cruciale, in cui il collegio ha dedicato l’intera giornata per l’esame della posizione di Berlusconi. Mentre Niccolò Ghedini sempre ieri, ha liquidato con un “dobbiamo ancora decidere” se il presidente del Consiglio si sottoporrà all’interrogatorio o renderà dichiarazioni spontanee, qualche ora dopo è lo stesso premier da Bruxelles a chiarire: “Penso di sì, e comunque farò delle dichiarazioni”, pur sostenendo che il reato contestato si prescriverà il prossimo 12 gennaio. Chissà se in quella data non compaiano nuovi sguardi eloquenti, con ricco corredo di sogghigni e bocciature. Libero, oggi, resta vicino al Cavaliere e scrive che se anche Sarkozy prende in giro Berlusconi, le cose per lui (a parte la nascita di sua figlia Giulia)  non girano poi così bene. Intanto i suoi consensi sono in calo e il suo avversario alle prossime presidenziali, il socialista Hollande, è dato per vincente. E poi la Francia è in grave difficoltà sul piano bancario. E le grandi agenzie di rating potrebbero vedere al ribasso il voto sul debito pubblico cancellando la tripla A.  Certo, anche a noi, come al leader centrista Pierderdinando Casini, è venuta molta rabbia ed abbiamo pensato che nessuno “è autorizzato a ridicolizzare l’italia neanche di fronte agli evidenti e imbarazzanti ritardi con cui il nostro premier affronta la crisi”. Ma il fatto è che, a parte la rabbia, le sue “cento idee” si sono rivelate “100 sciocchezze” mediatiche, e ancora alla crisi l’Italia non vede alcuna via d’uscita.

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