Berlusconi, Bocchino (Fli): Prima se ne va, meglio è

Italo Bocchino, Vicepresidente di Futuro e Libertà, insiste: Silvio Berlusconi deve fare "un passo indietro per il bene del Paese", favorendo così "un governo di salvezza nazionale la cui nascita andrebbe affidata alla saggezza del presidente Napolitano". Il braccio destro di Gianfranco Fini è molto duro, come al solito, con il presidente del Consiglio e con il governo: "Berlusconi – scrive in una nota – e’ passato dal ‘bunga bunga’ al ‘bunker bunker’, asserragliandosi a palazzo Chigi senza rendersi conto della situazione italiana". Giulio Tremonti "piange sul latte versato dopo aver contribuito a scelte di economia pubblica rivelatesi disastrose". Così non si può andare avanti, per il finiano doc, che chiede al premier di ritirarsi.

Oggi in un’intervista a Repubblica, Bocchino è molto chiaro: ci attendiamo da Berlusconi "un gesto di grande generosita’, il Paese gliene sara’ riconoscente, non si consumera’ alcuna vendetta. Ma non c’e’ tempo da perdere. Il terremoto di ieri in Bce conferma che l’emergenza italiana e’ drammatica". "Il governo italiano e’ il problema che rischia di mettere a repentaglio la tenuta dell’euro. Berlusconi ha perso la bussola e tutti da Bruxelles a Francoforte a Roma gli chiedono di essere conseguente".

"Non ci sara’ alcuna crisi traumatica, ma un rapido passaggio a un governo di salvezza, anzi di ricostruzione nazionale" che si avvarra’ "della collaborazione e l’esperienza di figure di alto profilo e solida credibilita’ internazionale", come Mario Monti, Luca Cordero di Montezemolo, Alessandro Profumo, a cui affiancare politici della Lega, Pdl, Idv e Pd. Ma prima Berlusconi si rende conto della "necessita’ del passo indietro", meglio e’ per tutti.

Ieri ad Atreju, la festa dei giovani del PdL, il Cavaliere ha detto che non se ne andrà e che il governo andrà avanti fino allo scadere naturale della legislatura. Allo stesso tempo, ha dato ancora una volta la sua "benedizione" ad Angelino Alfano, confessando di vedere in futuro Alfano premier e Gianni Letta al Quirinale.

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