Berlusconi aspetta Monti ma cerca asse con la Lega. Nodo liste

Pdl, Centrodestra Nazionale, Lega Nord, La Destra, cattolici e ‘moderati’: confederati alle elezioni per battere la sinistra. E’ il cosiddetto ‘piano B’ di Silvio Berlusconi che, in attesa di una risposta da parte di Mario Monti, al quale ha offerto il ruolo di ‘federatore’, lavora alla sua ‘Armata invicibile’, una sorta di ‘Ulivo’ di centrodestra. Lui, il Cavaliere, pero’ deve convincere i suoi ‘alleati’ a partecipare all’impresa e per farlo e’ pronto a rinunciare anche al ruolo di candidato premier. E’ quello che gli chiede in particolare la Lega. Il Carroccio che porta in dote i voti del Nord pretende in cambio l’appoggio alla candidatura di Roberto Maroni alla guida della Regione Lombardia. Ma far digerire l’appoggio al progetto di Berlusconi, non e’ cosa semplice per Maroni che ha preso tempo fino a venerdi’. Per superare le resistenze della base e di una buona parte degli amministratori locali, il segretario dei ‘lumbard’ sta ipotizzando la nascita di una lista civica nazionale: e’ il ‘modello Verona’, citta’ nella quale il sindaco leghista Flavio Tosi ha vinto con una lista civica appoggiata da Carroccio e un segmento ampio del Pdl.

Ma i destini del rinnovato ‘asse del Nord’ si incrociano con quelli degli ex An. Il ‘Centrodestra Nazionale’ di Ignazio La Russa ha il quartier generale a Milano e meneghini sono anche i big Massimo Corsaro e Viviana Beccalossi. Da sempre alternativi alla Lega, anche quando erano alleati di governo, i ‘larussiani’ sono restii a cedere il Pirellone a Maroni.

A livello nazionale, invece, hanno aperto una trattativa con la coppia Meloni-Crosetto (il ‘gigante e la bambina’ sono affettuosamente soprannominati nel Pdl): la Meloni ha posto come condizione per sedere al tavolo la possibilita’ di avere ‘mani libere’ sull’eventuale organigramma del partito in modo da ‘rinnovarlo e ringiovanirlo’.

Nel discorso si e’ inserito anche Berlusconi. Il Cavaliere deve riuscire in una operazione quasi impossibile: cooptarli nella ‘Armata invincibile’. Meloni e Crosetto, infatti, oltre a chiedere al Cav un passo indietro nella leadership, si oppongono ad una riedizione del governo Monti. La discussione e’ aperta: ne parleranno a cena lo stesso Berlusconi, Crosetto e Meloni. Ma e’ sempre la Lombardia a rivelarsi centrale nella strategia del Cavaliere. L’ala ciellina del Pdl, onnipotente nella regione, ha espresso apertamente il suo appoggio alla candidatura di Gabriele Albertini alla guida del Pirellone in opposizione a quella di Maroni, accusato di aver fatto cadere la giunta Formigoni. I ‘berlusconiani’, che considerano l’appoggio del Carroccio essenziale a livello nazionale, immaginano una mediazione con un ticket Gelmini-Maroni al Pirellone.

Gioca una partita solitaria Francesco Storace. L’ex ministro si fa forte dei sondaggi che lo vedono in risalita: fermo oppositore di Monti, potrebbe pero’ aspirare a coalizzarsi con il Pdl per poter superare lo sbarramento alla Camera.

Insomma Berlusconi, in attesa delle decisioni di Monti, deve prima vincere le resistenze dei suoi alleati. Il Cav gioca in anticipo sul professore: il timore e’ che Monti con una sua lista possa ‘strappargli’ parti di Pdl. Da qui la scelta di dar vita alla ‘Armata invincibile’, battendo anche la scaramanzia: l’Armata invincibile e’ il nome che gli storici diedero alla immensa flotta navale, messa insieme a fine 1500 dalla Spagna per sconfiggere l’Inghilterra. Sulla carta invincibile l’armata fu ‘sconfitta’ da una tempesta senza neanche riuscire a guerreggiare con gli avversari.

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