Benzina, sciopero fino a venerdì: code ai distributori

Scatta lo sciopero dei benzinai e arrivano le code ai distributori. L’agitazione indetta da Fegica Cisl, Faib Confesercenti e Figisc/Anisa Confcommercio e’ partita alle 19 di oggi sulla rete ordinaria e parte alle 22 su quella autostradale, ma i disagi, nelle principali citta’, sono gia’ evidenti. E la colpa, dicono i gestori, e’ del governo e dei petrolieri: ‘File e disagi ai distributori di carburanti ovunque in Italia: i responsabili di tutto questo sono assolutamente individuabili. Da una parte le grandi e potenti lobby dei petrolieri e delle banche che si rifiutano ostinatamente di ottemperare agli obblighi di legge; dall’altra un Governo che ha alzato le mani di fronte a tali palesi violazioni’. Da qui la richiesta di essere ricevuti dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha accettato di vedere i rappresentanti delle sigle, in un incontro che si terra’ domani alle 12.00 e durante il quale i gestori esporranno le ragioni dello stop degli impianti.

Fin dalle prime ore del mattino, stando a quanto riferiscono le tre associazioni che hanno indetto lo stop, si sono formate lunghe file ai distributori, molti dei quali esponevano l’avviso ‘Da stasera sciopero’. Gli impianti che aderiscono all’agitazione rimarranno chiusi fino alle 7 di venerdi’ sulla rete ordinaria e fino alle 22 di giovedi’ su quella autostradale. Le prime informazioni sull’adesione, riferiscono i gestori, arriveranno domani, anche se qualche distributore restera’ sicuramente aperto: i punti vendita stabiliti dalla legge sui servizi minimi o quelli gestiti da soggetti indipendenti. C’e’ poi’ il caso della Val d’Aosta, dove le divisioni territoriali delle tre sigle, benche’ ritengano ‘valide e importanti’ le ragioni dello sciopero ‘non invitano i propri associati ad aderire, lasciando loro l’autonoma decisione individuale’ a causa della ‘difficilissima congiuntura economica in cui versano i consumi in generale e quelli di carburanti in modo particolare’.

I disagi, in ogni caso, non si limiteranno ai prossimi due giorni. Le tre associazioni, che hanno organizzato una manifestazione per domani proprio a Piazza Montecitorio davanti alla Camera, avvertono che i rifornimenti potrebbero essere a rischio anche per la settimana prima di Natale, ‘a causa del preannunciato rifiuto di molte compagnie petrolifere di rifornire gli impianti, in vista del cosiddetto ‘no rid day’, vale a dire del rifiuto dei gestori di pagare una fornitura di carburante tra i giorni 17 e 22 dicembre prossimi, per protestare contro il rifiuto delle compagnie stesse a rinnovare i contratti collettivi scaduti da anni’.

Inoltre, tra Natale e Capodanno, per gli automobilisti non sara’ possibile pagare il pieno attraverso le carte di credito e il pago bancomat, ‘per protesta contro il rifiuto delle banche ad applicare la norma di legge che prevede la gratuita’ dell’utilizzo della moneta elettronica, sia per i gestori che per i consumatori, per il pagamento dei rifornimenti fino a 100 euro’. Ma il garante per gli scioperi chiude ogni possibilita’: ”i gestori non potranno scioperare ulteriormente nel corso del mese di dicembre’ per difetto dei requisiti di legge e ogni altro stop verrebbe sanzionato dall’Autorita’ di Garanzia.

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