Benigni, omaggio a Woody Allen – di Franco Esposito

Il classico travet. L’insignificante impiegato romano diventa all’improvviso, e senza ragione, una persona famosa. Paparazzi e telecamere lo inseguono, donne meravigliose si buttano ai suoi piedi, pazze d’amore e desiderose di sesso. Roberto Benigni in “To Rome with love”, a Roma con amore. Il film di Woody Allen da venerdì nelle sale in 600 copie. Autorevoli e qualificati esponenti della critica cinematografica l’hanno definito banale. Una cosa non da Woody Allen, maestro e predicatore dell’ironia. Un genio, tout court. E altri ancora: “Il film è una cartolina di Roma, un’opera normale, normalissima, se non fosse firmata Woody Allen”. Quattro storie parallele sotto il cielo della Città Eterna, la ricchezza dell’eleganza, la povertà dei poveri. Roma di tanti e tanti anni fa vista da un americano. Quella dei tempi di “Vacanze romane”, con Gregory Peck e Audrey Hepburn. Il film è piaciuto da morire a Benigni, un grigio impiegato romano nella finzione scenica colpito da improvvisa e ingiustificata fama. Inseguito dai media giorno e notte, che torna con pari sveltezza nell’anonimato, travolto da irreparabile corruzione. Secondo Woody Allen la rappresentazione di un uomo comune, investito da improvvisa notorietà. Una buffa idea.

“Se rispecchia lo spirito dei tempi vuol dire che sono stato fortunato”, ha spiegato il famoso regista  statunitense alla presentazione romana del film. “Girare a Roma è un dono, non esiste un’altra città uguale, nemmeno in Europa”. Ma quando Allen ha girato Roma non era com’è oggi. C’erano Berlusconi con le sue escort, le feste. Ora ci sono i centurioni in rivolta, il governo di Mario Monti, Roma non è la stessa. Protagonista di uno dei quattro episodi, Benigni pesa il film con i guizzi della sua incontenibile ironia. La battuta gli viene di getto, come sempre, e ha valore di pungente sintesi. “Il film mi pare la storia di Renzo Bossi”. Il racconto in finta chiave ironica della vicenda del figlio del gran capo fondatore della Lega, lui sì travolto da uno scandalo vero dalle proporzioni non ancora circoscrivibili. “Ci sono macchine, donne, gente famosa senza motivo. Sembra proprio la storia del Trota”. Relativa alla magistrale interpretazione di Benigni, la morale del film è identificabile nell’interrogativo oggi diventato retorico: “è sempre meglio essere ricchi e famosi che poveri e anonimi?”. A ben vedere, una questione di lana caprina che sopravviene chiara quando l’impiegato Leopoldo-Benigni torna ad essere uno dei tanti, in fondo a brevi giorni pieni di chiara fama, sorprendente e ingiustificabile. L’idea di Allen ha conquistato d’acchito Benigni. “Ho detto sì dopo aver letto dieci pagine del copione”. Il genio della satira e dell’ironia felice di essersi lasciato prendere. Impossibile dire no a Woody Allen. Se lui chiama, non puoi esimerti, ti devi buttare. Anche nel fuoco, se necessario. Benigni si è dato in maniera totale al regista autore di cose straordinarie, uniche. “Quando tra cento anni si rifarà Midnight in Paris, al posto di Matisse metteranno Woody, una delle personalità del nostro secolo”. Parole molto belle, aggettivi che pesano: Benigni non ama l’enfasi, di norma la evita.

Ma come è andata sul set? Benigni racconta di aver provato sensazioni entusiasmanti. “Fare lo spiritoso davanti a lui è come suonare il piano davanti a Mozart o cantare l’opera davanti a Pavarotti”. Beh, dovremmo esserci capiti. Il sodalizio ha funzionato, reciproca l’ammirazione. Devozione pura e sincera da parte di Benigni nei confronti dell’illustre personalità del cinema. Il comico toscano gli ha fatto anche da autista, scorrazzando Allen nelle strade di Roma. “Comuni automobilisti romani, vigili e pedoni spesso ci hanno fermato per un autografo o una foto scattata col telefonino. Woody non è stato nella pelle, meravigliato e incredulo. “Only to Roma”. Solo a Roma si può assistere a simili episodi.

Il film di Allen e lo show di Benigni alla presentazione di “To Rome with love”. Un monologo ad alto gradimento, quanto di meglio e di godibile per complimentare il regista newyorchese, diventato suo amico. “Avere qui Woody Allen è come neve ad agosto, come un’eclissi di luna. Un fatto straordinario e meraviglioso”. Appuntamento a venerdì, in 600 sale. Buona visione a tutti. Fateci sapere. 

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