Benedetto XVI: Quaresima, tempo di fede

Pope Benedict XVI acknowledges the crowd during an arrival ceremony, Wednesday, April 16, 2008, on the South Lawn of the White House in Washington. (AP Photo/Pablo Martinez Monsivais) ORG XMIT: DCDA123

Il tempo della Quaresima era "il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il sacramento del Battesimo". Lo ha ricordato Benedetto XVI nella catechesi di oggi. Si trattava, ha spiegato, di "un avvicinamento al Dio vivo e di una iniziazione alla fede da compiersi gradualmente, mediante un cambiamento interiore da parte dei catecumeni, cioe’ di quanti desideravano diventare cristiani ed essere cosi’ incorporati a Cristo e alla Chiesa". Successivamente, "anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre piu’ la propria esistenza a quella di Cristo". "La partecipazione dell’intera comunita’ ai diversi passaggi del percorso quaresimale – ha affermato il Pontefice – sottolinea una dimensione importante della spiritualita’ cristiana: e’ la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo".

In questa prospettiva, l’appello al cambiamento riguradava "sia coloro che percorrevano un cammino di fede come catecumeni per ricevere il Battesimo, sia coloro che si erano allontanati da Dio e dalla comunita’ di fede e cercavano la riconciliazione, sia coloro che vivevano la fede in piena comunione con la Chiesa".  

I quarant’anni della peregrinazione di Israele nel deserto, per Papa Ratzinger, da una parte sono "la stagione del primo amore tra Dio e il suo popolo", dall’altra "il tempo delle tentazioni e dei pericoli piu’ grandi, quando Israele mormora contro il suo Dio e vorrebbe tornare al paganesimo e si costruisce i propri idoli".

Questa "ambivalenza", che caratterizza Israele nel deserto, la ritroviamo "in modo sorprendente nel cammino terreno di Gesu’, naturalmente senza alcun compromesso col peccato", ha osservato il Papa. Nella sua vita terrena, "Gesu’ si reca nel deserto per stare in profonda unione con il Padre". Una "dinamica", questa, che "e’ una costante nella vita terrena di Gesu’, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima ed esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente". Ma in questo tempo di "deserto" e d’incontro speciale col Padre – ha concluso – Gesu’ "si trova esposto al pericolo ed e’ assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perche’ passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso il dono totale sulla Croce".

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