Bella Ciao, un videoclip per celebrare il 25 aprile

Simbolo della lotta partigiana in Italia e della Resistenza, Bella Ciao rivive della rilettura delle Nuove Tribù Zulu, gruppo pioniere nella contaminazione dei generi musicali in Italia

Un videoclip per celebrare il 25 aprile. Le Nuove Tribù Zulu firmano la loro personalissima Bella Ciao, con la regia di Francesco Cordio. Simbolo della lotta partigiana in Italia e della Resistenza, Bella Ciao rivive della rilettura delle Nuove Tribù Zulu, gruppo pioniere nella contaminazione dei generi musicali in Italia, che fin dall’inizio della sua lunga storia ha fatto propri i valori dell’intercultura, dell’unità umana, della solidarietà e dell’incontro tra i popoli, portando avanti progetti tra Italia, Sudafrica e India.

Il video sarà online in anteprima sul sito dell’ANPI il 25 aprile (www.patriaindipendente.it) e, a partire dal 26 su Youtube e tutti i canali digitali. Il videoclip è stato girato tra Roma e Umbria lo scorso dicembre 2017, con la regia di Francesco Cordio, regista sensibile alle tematiche dei diritti umani, e non vuole essere un’operazione nostalgica o un atto politico strumentale, ma piuttosto una dedica ai Padri Costituenti che il 22 dicembre del 1947, approvarono la Costituzione, dando vita alla Repubblica Italiana.

In questo difficile momento politico in Italia e nel mondo, dove in Europa e non solo, soffia un pericoloso vento reazionario xenofobo che rischia di intaccare anche la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre del 1948, pensiamo sia utile e necessario soffermarsi e riflettere ancora una volta sull’origine dei valori della Democrazia, anche in onore di quanti persero la vita, permettendo la riconquista, ad un’intera nazione, della libertà e della speranza verso il futuro.

Bella Ciao è diventata ormai da tempo una canzone universale delle lotte per i diritti dei popoli, travalicando i confini nazionali e arrivando ad essere cantata praticamente ovunque, anche recentemente, dalla Francia alla Turchia, dalla Grecia, in Spagna, fino ad arrivare in America. Per questo, con la realizzazione del videoclip, si vuole onorare il nome di una canzone popolare che ci parla di libertà e ci ricorda un momento fondamentale della Storia non così lontana, e dare un contributo nel veicolare anche attraverso la musica, quelli che sono i valori e i diritti della vita e della libertà di ogni essere umano sulla terra, quando questi vengono calpestati dall’autoritarismo e il dispotismo di forme di regimi tirannici e dittatoriali.

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