Basilica Palladio restaurata, Vicenza ritrova il suo simbolo

DCF 1.0

Si avvia a conclusione, dopo cinque anni, il poderoso intervento di restauro della Basilica Palladiana, monumento simbolo di Vicenza, che il 6 ottobre sara’ inaugurata dall’apertura della mostra ‘Raffaello versus Picasso’ dedicata alla storia del ritratto. Iniziati nel 2007, i lavori, molto complessi, hanno comportato la messa in sicurezza e il consolidamento di tutte le parti della struttura, a partire dalla copertura del grande edificio, distrutta durante la seconda guerra mondiale e immediatamente ricostruita. Il tutto nel rispetto della normativa antisismica che proprio all’inizio dei lavori e’ stata adeguata al rischio di forte entita’.

‘Ora la struttura della Basilica e’ diventata piu’ elastica, tanto che la seconda scossa del 27 maggio, avvertita in tutto il territorio vicentino nonostante la distanza dall’epicentro, neanche l’abbiamo sentita ed eravamo tutti sulle logge’, dice il direttore dei lavori Eugenio Vassallo, che garantisce sulla tenuta dell’edificio. Un’operazione complessa quella del restauro, che ha richiesto un investimento di circa 21 milioni di euro, interamente finanziato dalla Cassa di Risparmio di Vicenza Verona Belluno Ancona. La societa’ Sacaim di Venezia, che ha vinto la gara di appalto, ha infatti richiesto una preliminare e molto onerosa campagna di indagini diagnostiche sul capolavoro di Palladio, indispensabile per affrontare le molteplici problematiche per il suo consolidamento.

La maggiore preoccupazione era relativa alla copertura, distrutta da una bomba incendiaria in tempo di guerra. Il monumentale sistema di arconi portanti ideato dal celebre architetto veneto nel ‘500 era stato prontamente ricostruito con calcestruzzo armato, rivestendo ciascun elemento di legno.

Appurato che le condizioni in cui versava il cemento erano ‘disperate’, ha spiegato Vassallo, e’ iniziata la complessa e lunga operazione di sostituzione. Quindi sono stati smontati i rivestimenti lignei decorati, che non sono stati cambiati, e si e’ iniziato a segare in tre sezioni gli immensi arconi in modo da poterli rimuovere uno alla volta. Ci sono volute cinque settimane, racconta Vassallo, con poche persone nel cantiere che minuziosamente numeravano i pezzi che poi dovevano essere riutilizzati. ‘Abbiamo sostituito solo l’anima degli arconi, cioe’ l’elemento in cemento armato’ prosegue sottolineando che la parte piu’ delicata del lavoro, il taglio dei calcestruzzi, e’ stata fatta con l’utilizzo di due gru, che operavano una accanto all’altra per portare a quell’altezza i nuovi materiali.

Il centro di Vicenza, ricorda, e la splendida Piazza dei Signori sono rimasti chiusi per 22 giorni, anche perche’ uno degli arconi ha richiesto per tre prove prima di poter essere installato al suo posto.

Altri nodi cruciali del restauro sono stati l’immenso pavimento del salone in cui si svolgeranno tutte le attivita’ della Basilica, e lo ‘spanciamento’ di un lato dell’edificio. Il primo e’ stato del tutto smantellato, cosa che non era stata prevista con l’intervento dell’immediato dopoguerra, durante il quale si erano mantenute le macerie, ricoperte poi da un nuovo pavimento realizzato in un colore rosso cupo. Da un lato e’ stata una fortuna, spiega Vassallo, perche’ e’ stato possibile rinvenire reperti da cui si e’ risaliti al colore originario, molto piu’ chiaro e luminoso. Il sistema di logge ideato da Palladio per avvolgere l’edificio gotico preesistente, aveva lo scopo di proteggere dalle intemperie e dalla luce, ma la forte tonalita’ usata nel primo restauro modificava sensibilmente l’atmosfera del luogo, magico e imponente, cosi’ voluto dagli aristocratici vicentini quasi che fosse una dichiarazione politica contro lo strapotere della vicina Venezia. Sotto il pavimento, inoltre, sono nascosti in pozzette tutti gli apparati di controllo climatico e dell’umidita’ dell’ambiente (indispensabile per allestire opere d’arte) e la rete impiantistica al completo, mentre la cosiddetta stanza dei bottoni e’ in un edificio attiguo alla Basilica. Per quanto riguarda la spanciatura del lato destro dell’edificio, si e’ scoperto che il leggero spostamento si e’ generato proprio durante la costruzione cinquecentesca ed e’ ininfluente ai fini della sicurezza e salvaguardia. Le approfondite indagini, pero’, hanno portato alla scoperta, nel sottosuolo, di importanti resti di una domus romana, che ha entusiasmato gli archeologi.

Ora la scommessa e’ approntare in tempo le ultime rifiniture e rendere cosi’ definitivamente agibile salone e scalinate entro i primi giorni di settembre, quando iniziera’ la messa a punto degli apparati temporanei per l’allestimento della grande mostra ‘Raffaello versus Picasso’ curata e prodotta da Marco Goldin, patron di Linea d’ombra. E anche i servizi e l’accoglienza per migliaia e migliaia di visitatori che si metteranno in fila per ammirare capolavori d’arte provenienti da tutto il mondo. A quattro mesi dall’apertura, sono gia’ 30.000 le prenotazioni pervenute e crescono con un ritmo di mille al giorno. Alla faccia della crisi.

NESSUN COMMENTO

Comments