Banche, tornano le commissioni cancellate via emendamento dal decreto liberalizzazioni

Tornano le commissioni bancarie cancellate via emendamento dal decreto liberalizzazioni. Ma con un ‘tetto’ trimestrale dello 0,5%. Si accende contemporaneamente un ‘faro’ sul credito erogato, soprattutto alle Pmi. Una norma quest’ ultima che sarebbe particolarmente gradita al Quirinale. Il monitoraggio sara’ esercitato da un Osservatorio al quale parteciperanno Bankitalia e il ministero dello Sviluppo. Osservatorio che potra’, ad esempio, chiedere ad una banca di riesaminare il dossier di richiesta di credito di un cliente e questo nonostante una prima pronuncia gia’ negativa.

Sono queste le novita’ varate oggi dal Consiglio dei Ministri dopo un lungo braccio di ferro tra Governo e Parlamento (su chi doveva intervenire) in seguito alla scelta del presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, di rimettere il mandato proprio per protesta contro – come la defini’ – ‘l’imposizione di prezzi amministrati’.

L’esame del decreto avrebbe sollecitato molto il Consiglio dei Ministri. In una prima stesura, infatti, il testo conteneva anche alcune norme che rafforzavano la copertura del provvedimento sulle liberalizzazioni. L’intervento avrebbe trovato la decisa opposizione del ministro dei rapporti con il Parlamento Piero Giarda che ieri aveva dato rassicurazioni sulla copertura durante il voto finale alla Camera: norme di ‘rafforzamento’ avrebbero cosi’ sembrare una sconfessione su una copertura garantita gia’ ufficialmente.

Sulle banche, invece, il Cdm ha corretto il tiro ‘sparato’ dal Parlamento (le clausole che introducevano le commissioni furono cancellate con un emendamento della senatrice del Pd, Anna Rita Fioroni, ndr) ma ne approfitta anche per ribadire quanto gia’ scritto nero su bianco in un Odg approvato alla Camera, rafforzando ulteriormente l’attivita’ di controllo sul credito. La maggioranza chiedeva infatti al governo di adoperarsi affinche’ in Europa ‘siano promossi’ prestiti in favore delle Pmi. E il dl varato oggi punta su questo: ‘in adempimento all’ordine del giorno si prevede l’introduzione di meccanismi di monitoraggio dell’accesso al credito, con particolare riguardo alle Pmi. La misura viene incontro all’esigenza avvertita nel tessuto produttivo, e in particolare da parte delle piccole e medie imprese, di rendere piu’ efficienti le procedure di erogazione dei finanziamenti da parte delle banche. A tale scopo, si e’ delineato un tipo di verifica non invasiva su questa fondamentale attivita’ bancaria, prevedendo l’istituzione di un ufficio pubblico, tecnicamente qualificato. L’osservatorio, che si avvarra’ delle strutture ministeriali gia’ esistenti, esercitera’ le seguenti competenze: puo’ attivarsi per richiedere, se ve ne sono gli estremi, un riesame da parte della stessa banca di sue decisioni negative; puo’ formulare raccomandazioni volte a migliorare i processi di verifica del merito del credito, in relazione agli specifici contesti in cui operano le singole filiali; puo’ segnalare all’Autorita’ per la concorrenza ipotesi di intese o pratiche concordate, se ne riscontra gli indizi’. Sono stati inoltre disciplinati ‘il potere di richiedere informazioni alle banche e la possibilita’ di avvalersi della collaborazione della Banca d’Italia. Quest’ultima Istituzione partecipa di diritto all’osservatorio, a garanzia del fatto che la collaborazione possa essere proficua e che le competenze a essa riservate dalla legge non siano in alcun modo ostacolate dal nuovo organismo, con il quale anzi dovrebbe agire in piena sintonia avendo quest’ultimo compiti complementari a quelli di vigilanza prudenziale in senso stretto. L’altra amministrazione membro e’ il ministero dello Sviluppo economico, per evidenti ragioni connesse alle sue competenze istituzionali. L’Associazione bancaria italiana e le altre associazioni di categoria possono partecipare all’osservatorio, senza diritto di voto, con funzioni informative e di rappresentanza degli interessi’.

Sulle commissioni invece si spiega che ‘si intende limitare la nullita’ alle sole clausole (del medesimo tipo) che siano stipulate in violazione delle disposizioni applicative in materia di remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti, adottate dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio ai sensi del decreto legge Salva Italia.

Decreto che prevede un tetto massimo per queste commissioni dello 0,5% trimestrale’. Critiche dal presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto e da Elio Lannutti (Idv): ‘le commissioni? escono dalla porta e rientrano dalla finestra..’.

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