Aumenti e imposte, misteri italiani – di Franco Esposito

Aumenti, richiesta di sacrifici, il decreto Salva Italia, vessazioni: salviamo l’Italia, ma gli italiani chi li salva? Strangolati dalle imposte che lievitano come le pizze prima di finire in forno, gli italiani annaspano. Intendiamoci, qui si parla dell’italiano normale, medio, quello che paga puntualmente tasse e bollette e non conosce il lusso. Anzi deve ignorarlo di brutto, non potendoselo permettere. Esagerazioni? Proprio no, e non è un pesce d’aprile. Il mese che comincia sarà quello del dolore, ancora di più il prossimo. Maggio non porterà rose, solo nuovi e poderosi aumenti. Conti alla mano, gli italiani di fascia normale, quelli di cui sopra, andranno incontro a un nuovo salasso. Tasche già vuote subiranno lo svuotamento totale. Il salasso in arrivo è valutabile in 70 euro annui. Sì, 70 euro in più a famiglia da pagare, a esclusivo beneficio di luce e gas. Tranquilli, il resto verrà: un aumento non si nega a nessuno, altrimenti come la salviamo la nostra Italia?

Funziona così, gente. Aumenti dolorosi in arrivo: il premier Monti non aveva chiesto lacrime e sangue? Sacrifici infiniti e punto, per l’Italia da salvare. Tutti abbiamo dovuto dire sì, ci siamo messi a disposizione, anche se volentieri avremmo fatto a meno di farci infilare le mani nelle tasche. Dopo Monti, ecco, bella bella, l’Autorità per l’energia elettrica. Ma come si manifesta questa sua apparizione sulla triste scena della realtà italiana? Semplicemente spingendo verso l’alto le tariffe. Siamo all’ennesima impennata. Attribuibile, questa volta, al forte aumento del prezzo del petrolio. Il costo del greggio è salito dell’8,5% negli ultimi tre mesi. Colpa, è vero, anche del deprezzamento dell’euro sul dollari.

In riferimento a luce e gas, l’aumento del costo del petrolio inciderebbe con un robusto 37%. Necessita  quindi un  pesante intervento. Il Garante interverrà a maggio battendo cassa: servirà "finanziare le fonti rinnovabili". Prepariamoci di conseguenza a bollette caldissime in primavera. La bolletta della luce aumenterà del 9,8% in due mesi; quella del gas dell’1,8%. Ma la brutta storia potrebbe non finire qui: il garante per l’energia elettrica non esclude un successivo intervento a maggio. Di cosa si tratta? Di un aumento, più 4%, nostri cari italiani. Facili i conti, due più due in aritmetica dà sempre quattro. Il calcolo è elementare: l’elettricità aumenta di 27 euro in quest’abbrivo del mese di aprile e di 45 a maggio. La crescita della bolletta del gas sarà di 22 euro l’anno. Due più due fa 70 euro, beccati questa, zitto e mosca, povero italiano.

D’accordo, il costo del petrolio è alle stelle e bisogna tenerne conto, ma quanti oneri non tutti corretti, in materia di contributi e tasse, popolano la bolletta della luce. Sono davvero tanti e nella maggior parte dei casi non imputabili con i beni acquistati. Le associazioni dei consumatori tengono alto il volume della voce. "Gli oneri vanno eliminati tutti dalle bollette". Direte, campa cavallo e quello che segue, ma è doveroso insistere. Soprattutto quando si può contare sul supporto della ragione dalla propria parte. Il problema non è restringibile però a luce e gas. In Italia aumenta tutto, non gli stipendi, ovvio. Che restano quelli che sono, la busta paga non tiene conto della crescita dei costi. Il paniere della spesa dell’italiano, per dirne una, è di giorno in giorno meno pieno. Pasta e caffè sono aumentati dello 0,3%; la base annua l’incremento è valutabile rispettivamente sul 2,7 e 2,4 per cento. Vogliamo parlare poi del caffè? Più 12,5 rispetto al 2011. Caffè amaro, dovendo considerare l’aumento anche dello zucchero, 12,5% su base annua. Dobbiamo rassegnarci anche a evitare ubriacature da vino: il prezzo della battaglia è destinato a salire del 3,5%. Caro carburante e pieno di benzina fanno anch’essi paio italiano. Il prezzo della benzina è a un passo da 2 euro al litro, dovendo considerare l’incremento annuo del prezzo riconoscibile in un brutto 19%. Il pieno costa mediamente 20 euro in più rispetto ai primi mesi del 2011. Siamo accerchiati e strangolati dagli aumenti: trasporti più 7%, spese condominiali più 1,2% a febbraio. Ma le tasse chi le paga? Il 14% dei contribuenti italiani dichiara il 53% delle imposte effettivamente versate allo Stato. Quattordici milioni d’italiani dichiarano meno di 10mila euro. Capito, gente? I numeri comunque sono questi: i contribuenti italiani erano 41, 5 milioni nel 2010; 792 miliardi il reddito complessivo totale dichiarato; spaventoso il numero di contribuenti che hanno dichiarato un’imposta netta pari a zero, 19.250 euro il reddito medio dichiarato. I dipendenti dichiarano all’erario più degli imprenditori. Pensionati e lavoratori, udite udite, versano il 93,2% delle imposte totali. I numeri questo dicono e confermano pure che continuiamo a vivere nel labirinto.

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