Gli esperti Audi nello studio dei materiali, hanno da tempo superato l’idea di adottare un unico materiale nella costruzione ultraleggera. Hanno cosi’ sviluppato un mix composto da alluminio, acciaio, magnesio e materiale plastico rinforzato con fibra di carbonio (CFK), introducendolo nell’Audi Space Frame (ASF) della nuova Audi A8 e inaugurando cosi’ una nuova fase della tecnologia multimateriale. Per quanto riguarda la rigidita’ torsionale, la futura ammiraglia migliorera’ di circa il 25% i risultati del modello precedente.

La parete posteriore in CFK, estremamente robusta e resistente alla torsione, rappresenta la parte piu’ ampia della cellula passeggeri della nuova Audi A8 e contribuisce per il 33% alla rigidita’ torsionale dell’intera vettura. Per assorbire in modo ottimale le sollecitazioni in direzione longitudinale e trasversale nonche’ le spinte, sono sovrapposti uno sull’altro tra i sei e i diciannove strati di fibre. Questi singoli strati di fibre sono composti da bande larghe 50 mm, che possono essere posate individualmente con una qualsiasi angolazione e un minimo taglio delle fibre, per formare un “pacchetto” compatto. I componenti in acciaio lavorati a caldo creano una struttura estremamente resistente che costituisce poi la cellula abitacolo. I componenti in alluminio rappresentano il 58% della carrozzeria della nuova Audi A8. Sotto forma di nodi pressofusi, profilati estrusi e lamiere, costituiscono i caratteristici elementi della costruzione dell’ASF.

Anche in questo caso la concorrenza sotto il profilo dei materiali ha stimolato lo sviluppo di ulteriori progressi. L’intelligente mix di materiali e’ poi completato dalla barra per i duomi ammortizzatori in magnesio. Rispetto al modello precedente, il peso scende in questo caso del 28%. Le viti in alluminio creano la giunzione con gli stabilizzatori, assicurando cosi’ l’elevata rigidita’ torsionale della carrozzeria. In caso di urto frontale, le forze che si sprigionano vengono distribuite su tre livelli di carico nella zona anteriore della vettura.

La produzione, estremamente complessa ma al contempo efficiente sotto il profilo energetico, sfrutta 14 diversi processi di giunzione, tra cui l’aggraffatura tramite rullatura all’accesso delle portiere anteriori e posteriori. Questa tecnologia “a freddo”, puramente meccanica, unisce il telaio delle pareti in alluminio con le lamiere in acciaio lavorate a caldo ed estremamente resistenti, di montante centrale, arco del tetto e longarine sottoporta. Nel processo di giunzione “a caldo”, Audi ha dato vita a una metodologia unica tra i concorrenti di livello premium grazie alla saldatura laser remota dell’alluminio. Il posizionamento preciso del raggio laser rispetto al lembo del giunto saldato riduce sensibilmente le imperfezioni dovute all’elevato calore generato nel corso del processo produttivo. (italpress)

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