Attentato Brindisi, nella pagella di Melissa quasi tutti 10

‘Melissa aveva quasi tutti dieci a scuola, proprio in questi giorni gli insegnanti ci hanno consegnato la sua pagella’. Fernando Orsini, legale dei genitori, ha gli occhi gonfi di lacrime quando prende la parola, durante la cerimonia di intitolazione di un’aula per l’ascolto dei minori presso il Tribunale di Brindisi a Melissa Bassi, la sedicenne uccisa poco piu’ di un mese fa nell’attentato all’ istituto professionale ‘Morvillo Falcone’.

Il legale parla anche per Massimo e Rita, il papa’ e la mamma della ragazza, che sono in prima fila e partecipano alla cerimonia in silenzio, con gli occhi gonfi di pianto. ‘Se Melissa fosse qui – dice Orsini – sarebbe felice di essere protagonista di una iniziativa di questo tipo. Adorava i bambini ed era appassionata di psicologia infantile’.

Anche il Procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli, durante la cerimonia, non ha potuto trattenere le lacrime, intervenendo dopo il presidente del Tribunale, Francesco Giardino. Rivolgendo lo sguardo ai genitori di Melissa, Dinapoli, padre di quattro figli, ha detto di essere stato molto colpito da quanto avvenuto. E’ stata la madre di Melissa, poi, a tagliare il nastro per inaugurare l’aula.

E’ stato intanto depositato il ricorso al Tribunale del riesame di Lecce con il quale l’avv. Franco Orlando, legale dell’attentatore di Brindisi, Giovanni Vantaggiato, di 68 anni, ha chiesto che venga rivisto il capo di imputazione a carico del suo assistito. Il difensore dell’imprenditore di Copertino (Lecce) ha chiesto, in particolare, che venga esclusa l’ aggravante della finalita’ terroristica, contestata dalla Procura distrettuale antimafia di Lecce insieme al reato di strage e di possesso ed esplosione di congegno micidiale. Nei prossimi giorni il criminologo Francesco Bruno dovrebbe inoltre elaborare il profilo psichiatrico di Vantaggiato attraverso il test di valutazione al quale l’imprenditore ha risposto alcuni giorni fa dalla cella dell’ala femminile del carcere di Lecce, nella quale e’ rinchiuso in isolamento dal 7 giugno scorso.

E sempre oggi e’ stato ascoltato in Procura il preside dell’istituto ‘Morvillo Falcone’ di Brindisi, Angelo Rampino, sospeso dall’incarico dopo che l’ufficio scolastico provinciale ha deciso di compiere su di lui accertamenti di tipo amministrativo. Nei giorni successivi all’attentato del 19 maggio scorso aveva rivelato ai giornalisti l’esistenza di un altro video oltre a quello ricavato dalle telecamere di un chiosco di fronte alla scuola. Subito dopo l’arresto di Vantaggiato, il preside era stato indicato anche come possibile bersaglio dell’attentato per presunti screzi per motivi privati con l’imprenditore. Il dirigente scolastico e’ stato ascoltato per tre ore dai magistrati che indagano sull’attentato, Milto De Nozza e Guglielmo Cataldi, entrambi della Dda. A Rampino e’ stato chiesto se conoscesse Vantaggiato, che oltre ad aver confessato la strage del 19 maggio ha ammesso le proprie responsabilita’ sull’esplosione del 24 febbraio 2008 a Torre Santa Susanna, quando fu ridotto in fin di vita Cosimo Parato, imprenditore agricolo. Vantaggiato, nell’ultimo interrogatorio sostenuto in carcere, dinanzi ai pm dell’Antimafia di Lecce, aveva negato di conoscere il preside e di aver agito contro la scuola.

Nonostante cio’ non e’ stata esclusa dagli inquirenti l’ ipotesi secondo cui il bersaglio della strage sia da ricercare all’interno dell’istituto professionale. Oggi pomeriggio Rampino ha parlato per tre ore di fila. Gli inquirenti non sono del tutto sicuri che Vantaggiato abbia detto tutta la verita’ riguardo al movente, un ‘atto dimostrativo’ che Vantaggiato avrebbe compiuto per vendicare i torti subiti in seguito a due truffe per le quali non sarebbe stata fatta giustizia. Potrebbe essere, quindi, secondo gli investigatori, che l’istituto Morvillo Falcone di via Galanti, dove alle 7.42 del 19 maggio e’ stato azionato un ‘congegno micidiale’ attraverso l’uso di un telecomando, non fosse un obiettivo scelto a caso o per errore.

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