L’ho sentita a Napoli: “Chillo, però, è nu bravo guaglione!”. Chillo era Angelino Alfano. Ed è esattamente l’opinione che riscuote quando si propone a qualche platea, esponendo anche con vigore, le proprie argomentazioni, ma dando sempre l’impressione di essere mentalmente onesto.
Dicemmo a suo tempo che Angelino, probabilmente, mancava ancora del carisma politico che ha, ovviamente, il suo grande “capo”, il Cavaliere, e non ha ancora quella profondità di ruolo di altri accreditati esponenti di quell’area che, una volta, ci illudevamo rappresentasse il Centrodestra, come Fini o Casini, ma state sicuri che il programma è stato già avviato. L’ultimo discorso, offerto sempre col sorriso, è stato chiaro e non compromissorio come alcuni vogliono far credere. La stoccata data a quel papocchio che rappresenta la palude dei capoclasse delle primarie della sinistra tra bersaniani, biniani, grilliani, dipietrani, vendoliani, tosiani, ecc,… tende a sottolineare che praticamente nessuno della sinistra, ora in Italia, può pensare di autogestire in proprio un Governo, neanche con una ri-riedizione di Ulivo, neanche tornasse lo zombie di Prodi con tutta la gioventù dei pensionati sindaci ex Pci. Non credo che Casini si scopra tanto dalla parte di sinistra giusto per accaparrarsi una poltrona. Questi salti di quaglia li può fare un Fini, che ha attraversato tutto l’arco, da quello detto: incostituzionale simil-fascista del MSI a quello del centrodestra, per poi arrivare alla poltrona della presidenza della Camera, accontentato nella sua smania di protagonismo secondo la regola: promoveatur ut amoveatur!
Angelino sarà un vero cavallo da battaglia: il cipiglio ce l’ha ed ha, di fronte a se stesso, anche quella strada libera, che, purtroppo, ripetiamo, Casini ha abbandonato (quella di creare un forte blocco di centrodestra), visto che ormai si è liberato dell’anomalia della (vecchia) Lega e che Fini il solista (con Bocchino) navigherà con l’altro illuso futurista Montezemolo che non ha mai lavorato in vita sua!
Il programma è semplicissimo: nuove regole per le elezioni. Sarà attuata una forma di semipresidenzialismo anche in Italia dove il Presidente della Repubblica verrà nominato direttamente dagli elettori, avendo un ruolo più operativo e diretto nella politica e nella gestione dello Stato. Questi disporrà, comunque, di un presidente del consiglio che sarà la longa manus in un Parlamento diviso in due Camere, una delle quali formata dai presidenti delle Regioni.
Il Primo presidente della nuova Repubblica sarà Berlusconi (Silvio non potrà mai fare il Presidente della Repubblica attuale e lo sa benissimo, ma quello eletto dal popolo, … è un’altra cosa) e il suo primo ministro sarà Alfano (a meno che Casini non torni su binari più consoni alla politica del suo partito)! Volenti o nolenti, questa sarà la verità! Ambasciator non porta pena.
